• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il primato delle donne in Europa

Leonora della Genga, poetessa italiana del XIV secolo

di Sergio Casprini | 5 Agosto 2019

Sanno le donne maneggiar le spade,
sanno regger gl’ Imperj, e sanno ancora
trovar il cammin dritto in Elicona.

In ogni cosa il valor vostro cade,
uomini, appresso loro. Uomo non fora
mai per torne di man pregio, o corona.”

Leonora della Genga, poetessa italiana del XIV secolo

Di fronte al machismo dei nazionalisti, le leadership femminili quando riescono a essere un valore aggiunto per quello che dicono e non per quello che sono, diventano modelli politici che riescono a incarnare meglio l’idea di protezione del nostro futuro.

Il ruolo politico crescente delle donne in Europa è un tema importante, reale, che risulta sempre più centrale all’interno del dibattito politico europeo: in Danimarca i socialdemocratici guidati da Mette Frederiksen nelle recenti elezioni politiche si sono affermati con il 25,9 per cento; in Slovacchia un partito nato solo nel 2017 ha prima vinto le elezioni presidenziali, con Zuzana Caputova, e ha poi vinto le elezioni europee.

Invece i Verdi tedeschi, il cui copresidente si chiama Annalena Baerbock, due settimane fa sono arrivati per la prima volta in testa a un sondaggio nazionale, toccando quota 27 per cento; d’altro canto in Scozia il leader del Partito nazionale scozzese, Nicola Sturgeon, fiera oppositrice della Brexit, ha portato il suo partito al miglior risultato mai raggiunto alle europee: 38 per cento. Infine il 2 luglio Ursula Gertrud von der Leyen, una politica democristiana tedesca, è stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea. Meno giovane delle altre leader femminili, è anche madre di ben 7 figli.

Sono storie di vittorie europeiste, ma sono soprattutto storie di donne, donne di destra o di sinistra, ma certamente non populiste. Può essere solo un caso, ma la storia degli ultimi anni, in Europa, ci dice che di fronte al machismo dei nazionalisti, di fronte all’arroganza del sovranismo, le leadership femminili quando riescono a essere un mix di competenza e freschezza, un valore aggiunto per quello che dicono e non per quello che sono, diventano in modo naturale modelli politici che riescono a incarnare meglio di altre novità un messaggio cruciale della nostra contemporaneità: l’idea di protezione del nostro futuro.

Ma le donne oggi non sono solo protagoniste nell’agone politico, ma anche in quello sportivo. Ha avuto un grande successo mediatico il recente Campionato del mondo di calcio femminile, seguito nelle dirette televisive da molti uomini, notoriamente appassionati delle vicende calcistiche di famose squadre maschili europee e di carismatici giocatori. Gli italiani  sono stati orgogliosi delle Azzurre, uscite a testa alta dai quarti di finale, per averli fatti appassionare al calcio nella versione femminile, che ha dovuto faticare molto per superare pregiudizi e incomprensibili ostacoli. Peraltro i primi passi delle donne nel football risalgono all’epoca della Prima Guerra Mondiale, quando gli uomini impegnati sul fronte lasciarono molte delle loro tradizionali attività, come il lavoro in fabbrica, alle donne rimaste in patria. Fu proprio nelle officine inglesi che nacquero le prime squadre, che ben presto iniziarono a incuriosire le folle. Il successo inaspettato suscitò peraltro la reazione ostile della Football Association inglese, che nel 1921 decise di emanare un bando che proibiva l’uso dei terreni di gioco alle squadre di calcio femminili, arrestandone al momento la sua espansione. Ciò non ha impedito poi la sua diffusione come pratica sportiva tra le donne e il recente successo del Campionato mondiale per l’appunto lo conferma.

Nella Grande Guerra il ruolo delle donne si affermò anche in altri ambiti sociali e civili: da impegnate nel fronte interno o crocerossine al fronte di guerra, al tentativo di promuovere la pace tra i popoli europei quando nel 1915 all’Aia, in Olanda, ci fu il Congresso internazionale delle donne per la pace, a cui tra le altre delegate partecipò l’italiana Rosa Genoni, creatrice di moda, ma anche attivista politica e intellettuale, amica e sodale di Anna Kuliscioff, e, cosa di non minor importanza, maestra artigiana di giovani sarte presso l’Umanitaria di Milano.

Maestre, scrittrici, giornaliste, ma anche attiviste politiche e sindacali segnano il percorso di emancipazione delle donne, dagli anni della rivoluzione francese e della temperie culturale illuminista fino all’Europa di oggi, nella crescente consapevolezza della identità e dignità di ogni donna.

In Italia il processo di emancipazione femminile avviene soprattutto negli anni del Risorgimento,  quando le donne parteciparono come patriote alle lotte per l’unità e del l’indipendenza non solo in prima fila, ma  in molteplici ruoli sociali, nel segno di un fine non meramente nazionalista delle loro rivendicazioni e di un respiro europeo del loro agire.

La storia, quindi, mette in luce il  filo rosso che unisce le donne italiane dell’Ottocento alle donne europee del XXI secolo e  contribuisce a spiegare le ragioni del loro successo nella società attuale.

Sergio Casprini

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, commissione, commissione europea, congresso internazionale, danimarca, donne italiane, elezioni, elezioni politiche, europa, futuro, giovani, grande guerra, guerra mondiale, importanza, italia, lavoro, leadership, milano, mondo, nato, olanda, presidente della commissione europea, prima guerra, processo, risorgimento

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti