Da persona aperta di mente e di cuore quale mi considero, arrivata a un momento della vita in cui sono ancora abbastanza lucida ma dove c’è più passato che futuro, ritengo di poter considerare in maniera abbastanza saggia la realtà che ci circonda. Da giovani si può solo ipotizzare quello che sarà la nostra vita. Da vecchi si sa già. E possiamo valutare gli errori fatti, quanto le cose buone.
In questi giorni, abbiamo toccato con mano i nostri ricordi di vita vissuta. E abbiamo cercato di far tesoro del passato per analizzare il presente e proiettare il futuro. Noi datati, ci rendiamo conto che ogni momento della nostra vita, personale e collettiva, fa un passo avanti. O indietro. E, forse, proprio chi ha esperienza di vita può, con mente aperta alle innovazioni ma ancorata saldamente alle tradizioni, dare origine a un mix virtuoso.
Purtroppo oggi, con un governo che contestualmente fa maggioranza e opposizione, ci scontriamo in contrapposizioni nette e paradossali che non giovano a nessuno.
Da un lato è opportuno salvaguardare quello che è stato fatto negli ultimi decenni in ordine ai diritti civili con grandi battaglie che hanno portato a leggi di tutela per tutti, in particolare della donna e dei minori nonchè transgender. Ma è altresì importante e sacrosanto tutelare la famiglia cosiddetta tradizionale composta da un maschio , una femmina e figli, se ci sono.
Rispettare dunque le scelte personali di chi desidera vivere la propria vita in modo parallelo. Ecco, e questa è una mia opinione, non è facile considerare famiglia l’unione civile ma certamente un nucleo diverso e innovativo, degno di tutto il rispetto e il sostegno della società. Perchè è vero, la famiglia esiste dove c’è amore ma “In senso ampio, comunità umana, diversamente caratterizzata nelle varie situazioni storiche e geografiche, ma in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione. Sotto l’aspetto antropologico e sociologico, la famiglia si definisce come gruppo sociale caratterizzato dalla residenza comune, dalla cooperazione economica, e dalla riproduzione: quella costituita dal solo nucleo fondamentale, ossia padre, madre e figli, o anche soltanto marito e moglie” cit .Treccani.
Siamo stati sommersi da mille diatribe, ne abbiamo sentite di tutti i colori da parte di entrambe le fazioni che difendono a spada tratta il proprio fantolino, senza trovare, incredibilmente, neppure un punto di incontro. Con le fauci urlanti e i denti digrignanti di politici, soprattutto, ahimè, donne. Ma deve essere altrettanto consentito senza digrignamenti da parte di nessuno, salvaguardare e rispettare la famiglia naturale o tradizionale che dir si voglia.
Vero, la famiglia esiste dove c’è amore. Qua, dice Boldrini, si vuole riportare la donna a fare la calza. Qua , sostiene Cirinnà che considera oscurantista e medievale l’evento, si vuole abolire la legge sull’aborto e sul divorzio. Secondo l’onorevole inoltre, il termine coniugi in Costituzione, non distinguerebbe il genere. I realtà L’art. 29 della Costituzione, che usa il termine “Famiglia naturale”, non sta ad indicare la natura biologicamente definita della famiglia. Il termine utilizzato dai Costituenti nasce in un dato contesto storico, fu il frutto di trattative e mira a riconoscere nella famiglia una istituzione pre-statale, un’area che preesiste alla legislazione statale e che, dunque, mantiene una sua autonomia. Nel dibattito interno all’assemblea Costituente: a tal uopo la signora scomoda e incolpa il povero Aldo Moro che disse : “Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi ed i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare”
Mentre con l’Ordinanza del Tribunale di Venezia, n.177/3 nell’aprile 2009, si afferma che ” l’aggettivo “naturale” non deve far pensare ad una istituzione immutabile e determinata, ma va interpretato in senso evoluzionistico, al passo con i cambiamenti sociali. Il testo della Costituzione risente di un contesto storico ben preciso e i dettami relativi alla famiglia, così come altri, sono da intendersi in modo elastico e storicamente adeguato alle nuove istanze culturali e sociali “.
Ritengo che l’onorevole Cirinnà abbia fatto un tantino di confusione .
Quelle leggi che noi, di vecchia generazione, abbiamo votato. Ma l ‘errore sta nel considerarle depositarie di comportamenti quasi obbligatorii. Perchè, mentre si rispettano, è giusto e necessario trasmettere ai giovani un messaggio di buon senso. Il ricorso a entrambe dovrebbe essere di estrema ratio. Se ne può usufruire e non incorrere in alcuna pena. Come accadeva una volta. Ma sarebbe altresì auspicabile evitarne l’abuso. Causa di complicazioni emozionali, psicologiche, economiche.
E chi ne patisce di più è sempre il minore fragile.
Per tagliar la testa al toro la società, tutta, deve farsi carico delle famiglie. Nel contribuire, psicologicamente e economicamente al sostentamento di giovani attraverso il lavoro, permettendo loro di mettere al mondo figli e camparli. Investendo risorse rilevanti per le politiche attive, prevedendo contributi per le aziende che assumono e stabilizzano donne, incrementando considerevolmente tali incentivi nel caso di assunzioni di madri con figli piccoli.
No alla famiglia retrograda, dunque, nel rispetto delle leggi vigenti.
Ma quello che conta davvero è un sostanziale sostanzioso sostegno alle famiglie in cui i membri possano scegliere se lavorare intra moenia occupandosi full time di casa e figli , o lavorare extra moenia.
Nota a margine.
piccole fake crescono… o no?
Gli organizzatori: ” Non abbiamo soldi per ristamparli”.
“Nonostante Palazzo Chigi abbia negato il patrocinio, il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri rimane sulla cartellonistica e sul materiale cartaceo del 13esimo Congresso mondiale delle famiglie di Verona. Sotto il logo del Governo, nei materiali veronesi appare la dicitura «Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il ministro per la Famiglia e le disabilità» tra i patrocinatori del congresso. Sul sito della manifestazione, invece, il logo governativo è stato rimpiazzato dallo stemma della Repubblica, correttamente con la sola indicazione del ministero, assieme ai patrocini di Regione Veneto, Regione Friuli Venezia Giulia e Provincia di Verona”.

Caro Gian Franco, io non sarei così tranchant riguardo il valore UNICO dell’elemento maschile e di quello femminile. La relatrice parte dal valore primordiale del nucleo famiglia – molto bel definito – al quale si coniuga il termine “naturale” con preghiera verso il lettore, di tener conto del significato proprio inteso.
Le parole di Aldo Moro poco offrono all’interpretazione estensiva del concetto di Famiglia, e di questo ringrazio la relatrice per averle portate alla nostra lettura. Il vero problema che l’attuale società ci pone, è come dare cittadinanza e rispetto alle ALTRE forme di affetto e di divisione di percorsi di vita, forme che, per il solo fatto di non essere procreatrici di prole, non vedo perché non debbano essere accettate.
Cordialmente