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Papa Francesco: “ Il denaro non fa denaro”. Intervista al So-le24Ore. La risposta dei sepolcri imbiancati.

Se mi sbaglio mi attendo che fra un anno non si abbia più un giovane italiano di-soccupato dai 18 anni fino ai 45, grazie a queste Verità condivise.

di Guglielmo Adilardi | 9 Settembre 2018

Il giorno 7 corrente mese in prima pagina, sul giornale della Confindustria, Bergoglio rilascia più che un’intervista alcuni concetti personali sulla società, sul lavoro, sulle imprese, sugli immigrati. Il giornalista, Guido Gentili, non incalza, lascia che il Papa esterni su domande forse preconfezionate, come si addice ad un giornale della Confindustria. La visione quindi è quella delle encicliche sociali, nate tardivamente, alla fine dell’Ottocento, quando Marx e compagni avevano già pubblicato Il manifesto (1848). “Il denaro non fa denaro” scritto sul “manifesto” della Confindustria da parte del Papa fa proprio specie, in quanto ogni giorno vengono su di esso riportati i titoli di borsa, le obbligazioni, i valori fluttuati delle materie prime, quant’altro operi nella e sulla più pura speculazione nostrana e mondiale. Ma si sa la Chiesa cattolica ha sempre considerato il denaro “lo sterco del demonio”, facendone comunque sempre grande incetta, ma preferendo farlo passare di mano agli ebrei in antico tempo per non contaminarsi, cosicché di economia e di vil denaro non ci ha mai capito molto (IOR docet). Epperò va detto che le cose che Francesco scrive sono piene di buone intenzioni, nella speranza di un mondo ad immagine di Cristo, quindi dell’uomo. A tutti piacerebbe un mondo ove gli “scarti” non vi fossero, soprattutto in Italia, dove la gioventù patisce una disoccupazione massiccia, pur non essendo per niente scarto, ma anzi molto scolarizzata, tanto da potersene andare all’estero. Sta saltando più di una generazione di giovani che ritroverete a dover assistere con pensioni sociali e riempiamo continuamente i giornali di belle parole che rimangono tali. Perché il giornalista è stato così troppo gentile? Non poteva risolvere “l’intervista” con una unica domanda? Ma come è possibile la costruzione di tale paradisiaco mondo? Chi dovrà assumere i giovani nostrani e la valanga degli immigrati nei prossimi decenni che secondo papa Bergoglio vanno tutti accolti ed integrati (dove? Come?)?

Già in Evangelii gaudium del 2013 Bergoglio si era intrattenuto su tali tematiche molto più diffusamente: << Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr. Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano >>(pag. 47). Anche il Papa è uomo gentile. Ma le sue parole sono come la teologia: tutto si tiene, tutto è logica perfetta, ma se non credi in Dio il castello di parole vien giù di colpo.

Ma il bello di tutta questa storia si conclude il giorno di poi sempre sul “giornalone”, il quale anch’esso fu in bruttissime acque or che non è molto (per cattiva amministrazione?), quando si risveglia il peana degli industriali con Vincenzo Boccia in testa, seguono le banche con Antonio Patuelli, Antonio Taiani, il demuiurgo dell’Europa matrigna, Maurizio Lupi, quello del Rolex, Ermete Realacci, Emma Marcegaglia e via via chi più ha ridotto l’Italia in terra di desolazione, ma arricchendosi a dismisura. Naturalmente non potevano mancare i sindacati a condividere tanto paradiso in terra, con la desolazione di tutti i lavoratori, aggiungiamo noi, che leggono tali ipocrisie.

Insomma neppure con Andreotti si arrivò a tanto sepolcreto imbiancato !

Se mi sbaglio mi attendo che fra un anno non si abbia più un giovane italiano disoccupato dai 18 anni fino ai 45, grazie a queste Verità condivise: il nuovo Umanesimo ! Te lo raccomando con tali personaggi !

Il Papa comunque ci piace sempre di più, se non altro fa il Suo, ci piacque maggiormente quando a Santa Marta, subito dopo il suo insediamento, chiamò a raccolta “i politici” , un centinaio in prima fila che si presero in faccia di tutto e non si sa perché applaudirono anche; avevamo visto qualcosa di simile con Napolitano che accettando, per la seconda volta, il mandato presidenziale alle Camere riunite diede di cialtroni incompetenti agli assisi, i quali si affrettarono ad applaudire a fine discorso, ma continuando, negli anni a venire, a fare i cialtroni ed incompetenti.

O tempora, o mores!

 

Guglielmo Adilardi

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, andreotti, anni, banche, borsa, chiesa, chiesa cattolica, confindustria, discorso, emma marcegaglia, estero, europa, giornali, giovani, intervista, italia, lavoro, mondo, napolitano, obbligazioni, pensioni, personaggi, sindacati, speranza, valanga

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