• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Europa: era meglio dire le cose chiare!

Peccato, perché la questione europea merita davvero riflessioni non da comizio elettorale e ora rischia di radicalizzarsi senza oggettivi progressi.

Buttata come un osso ideologico sui tavoli di partito, rischia di irrigidirsi e diventare indiscutibile per alcuni e feticcio da abbattere per altri. E può solo peggiorare.

di Beppe Facchetti | 28 Maggio 2018

Lo svolgimento e l’epilogo del rabbioso confronto sull’Europa evidenziano soprattutto che questa è stata la vicenda delle cose non dette, delle ipocrisie, delle bugie.

Il no di Mattarella ha scoperto il non detto, quello che era sotto traccia da parte dei sostenitori dell’ipotetico Governo Conte, e cioè proprio la riserva mentale sull’euro e sull’Unione Europea.

Opportunismo, e tentativo di raccontare di sé la versione moderata, incravattata, persino filo europeista della rivoluzione e del cambiamento, sono venuto al pettine come un nodo che avrebbe ingannato le istituzioni e un mondo esterno che già ci guarda di norma con sospetto.

Peccato, perché la questione europea merita davvero riflessioni non da comizio elettorale e ora rischia di radicalizzarsi senza oggettivi progressi.

Buttata come un osso ideologico sui tavoli di partito, rischia di irrigidirsi e diventare indiscutibile per alcuni e feticcio da abbattere per altri. E può solo peggiorare.

In prospettiva geopolitica, l’Europa è oggettivamente una scelta obbligata, come garante di pace (mai successo che ci fossero 70 anni senza guerre dalle nostre parti), e soprattutto come soggetto che solo unificandosi può esistere, ripetiamo: esistere, nel mondo globale di oggi, sia come potenza economica (la prima nel mondo, tutta insieme), sia per influenza politica. Europa first non ha alternative. Ma questo non significa che l’Europa non sia criticabile per come è oggi, e vada fortemente rilanciata verso obiettivi politici. Più Europa, insomma. Il mister Hyde che c’è in Savona forse voleva proprio questo.

Per arrivarci, ci sarebbe però bisogno di un confronto innanzitutto più sincero. Quelli che la difendono non possono sottovalutare difetti e limiti, ma quelli che la criticano non dovrebbero nascondere gli slogan da campagna elettorale dietro formule o affermazioni mediatorie, per accreditarsi oggi e ricominciare con l’aggressività domani. Era meglio e più rispettoso innanzitutto dei seguaci del populismo, mettere le carte in tavola. I voti sono stati presi contro gli euro burocrati (in realtà politici con curricula che il prof. Conte si sogna)? Ebbene si sia coerenti. E se Di Maio ha cambiato un’opinione al giorno, va dato atto a Salvini di non aver fatto poco per celare il suo vero pensiero, da leader leghista, non del centrodestra.

Il vantaggio della chiarezza sarebbe quello di capire meglio le conseguenze, per evitare almeno di prendersi in giro.

Un conto è raccontare la favola della revisione dei trattati: se si cominciasse domani mattina occorrerebbero una decina di anni per discuterli e poi farli ratificare da 27 parlamenti nazionali, magari per noi in senso peggiorativo. Un conto diverso è mettere in piedi una strategia politica lucida e ragionata di rovesciamento dei rapporti tra Paesi amici, perché di questo si tratterebbe. Niente Francia e Germania, partner commerciali ineludibili per le imprese del Nord, e scelta a favore di Visegrad, l’Est della chiusura e dei muri.

Tutto é astrattamente legittimo, se si proclama di avere alle spalle una maggioranza anche nel Paese, persino scegliere Il razzismo ungherese e il nazionalismo polacco,  ma un paese fondatore al traino di Orban e nell’orbita delle repubbliche ex sovietiche….

Più facile e soprattutto più veloce ricorrere al colpo di mano contro l’euro. Secondo il leghista Borghi, che l’ha detto e scritto, basterebbero totale riservatezza preventiva e una delibera notturna per svegliarsi la mattina senza euro, bancomat chiusi, Banche nazionalizzate, Industrie bloccate nell’export e via golpizzando. Evviva il ritorno della lira, con stipendi e pensioni svalutati di colpo almeno del 30%. Era questo il retropensiero dei rivoluzionari alle vomgole?

Non è fantapolitica sospettarlo, del resto. La Grecia, che pure non voleva uscire dall’euro, ha provato a non accettare le richieste dei creditori e si è illusa con un referendum trionfale, ma poi la troika ha mozzato le orecchie di quel Tzipras che piaceva tanto a Grillo e all’estrema sinistra italiana, e ha dovuto accettare la rotta indicatagli da Bruxelles. Ora perderà le elezioni per aver rimesso in piedi l’economia ellenica.

Insomma, evitiamo almeno l’ipocrisia.

E si sappia che il progetto di approssimativo sovranismo accarezzato da Salvini e Di Maio sarebbe stato tutt’altro che un golpe, forse un boomerang politico.

I navigati politici europei  – con omaggi formali e barocchi alla sovranità del popolo italiano e della sua nuova maggioranza -avrebbero mandato tutto per le lunghe, mostrando il bastone e la carota (vedi l’interesse di Macron a chiunque lo possa rafforzare nel rapporto con la Germania). Conoscono, per averlo in casa, il populismo e gli interessa molto non importarlo, per cui avrebbero giocato con l’Italia del cambiamento come il gatto con il topo.

La finanza, invece, non fa sconti ed é molto veloce nelle reazioni, se intravede spazi speculativi.

In pochi minuti scattano tempeste che travolgono un’economia in bilico. La somma tra un contratto da 100 miliardi di spesa e una dichiarazione di Borghi, si é mangiato in una settimana 51 miliardi in Borsa. La democrazia dei click può essere spazzata via dai click dei computer di Londra e New York, proprietari del nostro debito per ben quasi 700 miliardi.

Un paradosso, visto che tutto é cominciato proprio dalle tastiere della rete….

La messa in pausa dei computer determinata dall’analogico e per nulla informatizzato Mattarella, serva almeno per una riflessione. Da affidare naturalmente e democraticamente al popolo. Rimasto senza avvocato difensore, ma forse se la potrà cavare da solo, senza credere agli stregoni.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banche, banche centrali europee, borsa, bruxelles, campagna elettorale, commissione europa, Conte, crisi istituzionale, democrazia, Di Maio, elezioni, euro, europa, francia, germania, governo, grecia, la germania, lega, lira, Mattarella, ministro Savona 5 stelle, presidente della repubblica, salvini

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    29 Maggio 2018 alle 12:25

    In realtà le guerre l Europa sembra esportarle. Vedi non ultima quella in Libia, che ha ucciso un laico socialista come Gheddafi e avvantaggiato il fronte islamista.
    Oppure la questione Ucraina ove l Europa sostiene il governo filo nazista contro gli indipendentisti del Donbass.
    Non parliamo poi delle sanzioni europee a Stati sovrani, come la Russia, il Venezuela, la questione siriana ove Assad viene percepito come un dittatore e invece è un laico socialista regolarmente eletto, che con la Russia combatte strenuamente l Isis.
    Come poter credere all’Unione Europea che fa questo e che introduce regolarmente misure di austerità che favoriscono solo i ricchi investitori ? Come poter credere a una UE legata al fondo monetario internazionale e a Washington?

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti