Ciarlare, questo il verbo vestito su misura per tutti, nessuno escluso, i contendenti di questa campagna elettorale.
Ognuno ha un suo modo per drogare il mercato del lavoro a favore dei giovani, nessuno ha un’idea strutturale che generi la necessità di posti di lavoro veri, produttivi, virtuosi per il privato e per la società.
E’ oramai comprovato che tutti i posti di lavori inventati con tagli consistenti al cuneo fiscale, spariscono come neve al sole nel momento in cui gli incentivi stessi vengano a mancare.
E’ l’idea che porterà voti a palate a Berlusconi.
Incantatore di incantati.
Salvini decorosamente, ma immemore del volere opposto dei potentati finanziari, i famigerati ignotocrati veri governanti del mondo, promette di fulminare la Fornero sulla via di Roma e liberare migliaia di posti di lavoro per i giovani e con i contributi degli stessi pagare le pensioni agli anziani e ridare così moto all’economia. Chiamerà i ghostbusters per catturare i fantasmi dello spread?
Renzi, è notorio, con gli ottanta euro risolve tutto.
Leggevo da qualche parte, ma si tratta sicuramente di una fac news, che lancerà una nuova ricetta per risolvere anche il problema della fame nel mondo: ottanta euro in salmì con contorno di fregnacce per tutti.
Generoso e buona notte partito democratico.
Di Maio, l’ultimo dei Democristiani, anche se spesso ha una rasata laterale da Ultimo dei Moicani, sul tema lavoro ai giovani arriva sempre secondo.
Finita l’epopea dei vaffa, che li ha visti sempre netti vincitori, i grillini sulle idee sembrano fotocopiatrici industriali: ciao Fornero, addio cuneo fiscale, saltano gli ottanta euro e qui, originali, te ne danno settecentocinquanta se sei a casa disoccupato.
Un mio professore sosteneva che bisognava essere svegli anche per copiare e mi pare si dica in giro che anche in quella famiglia qualche decina di furbetti all’italiota non manchi.
Lascio in coda Pietro Grasso, non per irriverenza verso l’alta carica, ma perché mi sembra fermo alla rivoluzione industriale: non ha compreso che questa crisi ha posto paritariamente alla fame operai e datori di lavoro, commessi e negozianti, giovani e anziani esodati. La bandiera rossa in piazza non creerà benessere, ne riporterà i sacrosanti diritti ai lavoratori.
Ultimissima Emma Bonino, donna che un tempo ascoltavo con interesse.
Dopo l’avventura a Bruxelles è pervasa, se non impossessata dal burocratismo Europeo, servirebbe un nuovo Padre Amorth per riportarla ad un illuminato radicalismo liberale.
Per ridare lavoro ai giovani ha l’idea fissa che ci voglia più Europa.
Quale Europa cara Emma, quella delle lobby delle Multinazionali o quella delle persone?
E se un giovane è coraggioso e vuole intraprendere? Come lo aiuta lo “Stato” governato e diretto dai Signori e Signore di cui sopra?
A voi un esempio concreto.
La più importante società municipalizzata del Comune di Venezia non accetta fornitori che non abbiano almeno un bilancio consolidato.
E una newco di giovani che si sono tirati su le maniche e senza piangersi addosso si è messa a fabbricare prodotti per la pubblica amministrazione, magari innovativi, belli, buoni e competitivi cosa fa?
Chiude e ciondola per agenzie a chiedere un posto di lavoro precario?
Quale grigio burocrate, sudando le sette camicie di Ercole, avrà aggiunto ad un iter normalmente già farraginoso un nuovo orpello così inutile e dannoso?
Quando la politica, anziché ciarlare, avrà l’intelligenza ed il coraggio di riprendere il proprio ruolo primario di guida “eletta dal popolo”, riconducendo al ruolo di umile servizio burocrati e burocrazia, rivedremo la luce della speranza per il futuro dei nostri ragazzi.
Fiorenzo Da Ros

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