Caro direttore Cariglia,
dopo anni di articoli, che Pensalibero ha sempre gentilmente pubblicato, sui temi e i problemi più diversi della società e dell’economia, dai trasporti alla cucina, dal traffico alle code, oggi Le invio una notizia molto personale. Eccola: sono nato il 27 dicembre.
E fin qui, direbbe lei Direttore, non c’è discussione, al massimo potremmo aspirare ad aprire una rubrica di date e compleanni, di astrologia politica o di futurologia sociale. Ed invece questa data per me così personale, oggi mi è diventata storica. E quindi forse di un qualche interesse comunitario.
Perché sono nato nello stesso giorno e mese della promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana. Appunto il 27 dicembre: giorno e mese che nell’anno 1947 registra la cerimonia di promulgazione da parte del Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola della Costituzione Italiana che sarebbe entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
Mi telefona un alto funzionario del Senato della Repubblica e mi dice: Binacchi cosa fai il 27 dicembre? Ed io lì per lì non so cosa rispondere. E poi: niente di ché penso che starò a casa. E lui: se non hai altro da fare puoi venire al Senato per l’anniversario della firma della Costituzione insieme con altri cittadini italiani nati nello stesso giorno che abbiamo pensato di invitare.
Grazie nella idea. Sì ma te la devi guadagnare la cerimonia. Tu e gli altri cittadini dovete leggere un articolo della Costituzione e questo video farà parte della mostra virtuale sulla Carta. Un compitino fattibile. A me caro direttore sono toccati gli articoli 8, 10 e 21. E anche per questo ti scrivo. Perché leggere gli articoli della Costituzione ad alta voce e con forma recitante per una registrazione video è tutta un’altra cosa. Ti suona nella mente la forza di quelle parole, ogni termine, ogni passaggio semio-semantico rievocano scontri, scelte, discussioni, pensieri che hanno segnato una passaggio epocale della nostra Storia.
Sembrano luoghi comuni da cerimonia protocollare quelli riferiti alla lungimiranza culturale e politica dei nostri Padri Costituenti e poi quando vai a leggere e imparare a memoria gli articoli fondamentali scopri quanta forza e quanta energia sono riusciti a profondere in quel testo.
Caro direttore Cariglia mi permetta un invito ai nostri lettori. Se vi capitano cinque minuti liberi e vi punge vaghezza di ricerca storico culturale, procuratevi un testo della Costituzione e recitate qualche articolo ad alta voce. Non so se vi sentirete meglio ma certo vi accorgerete che abbiamo delle belle radici.
Io ho provato con l’articolo 10. “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”
Un caro saluto
Fabrizio Binacchi

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