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Omaggio (?) alla Catalogna

di Giacomo Properzj | 9 Ottobre 2017
Non credo che rileggendo Homage to Catalogna di George Orwell si possa capire qualche cosa della situazione catalana di oggi. Neppure “ I grandi cimiteri sotto la luna” di Bernanos, di impostazione cattolica, serviranno a molto. La situazione è profondamente mutata e malgrado le sigle dei partiti di estrema sinistra che appoggiano l’indipendenza della Catalogna, quella cui noi assistiamo, è una rivoluzione borghese il cui obiettivo è la costituzione di una repubblica, più o meno defiscalizzata, che assomiglia molto al Lussemburgo o all’Irlanda pittosto che alla repubblica anarchico socialista che ci ha descritto Orwell.

La Catalogna produce il 20% del PIL spagnolo e vorrebbe trattenere, se non tutto, gran parte della fisclità; invece il governo centrale gli restituisce solo il 6%. Ai Paesi Baschi dopo una lunga lotta che ha avuto anche risvolti militari e terroristici Madrid restituisce, sotto varie forme, più di due volte quello che ha ricevuto: in questo modo ha sconfitto il terrorismo basco ma ha aperto la strada a rivendicazioni di ogni genere, perché c’è anche la Galizia, nel resto della penisola iberica.

Il Presidente Rajoy ha adottato, come si è visto, la linea dura che probabilmente gli garantisce il consenso delle altre regioni spagnole che sono più povere della Catalogna. Ha con sé la monarchia che in Spagna gioca, pericolosamente per lei, un certo ruolo politico e tutta l’Europa perché, quello che i catalani non capiscono, è che la loro uscita dalla Spagna vorrebbe dire anche l’uscita dalla Comunità Europea la quale per riammetterla deve avere l’unanimità dei paesi membri ma Madrid si opporrà sempre: a questo punto la Catalogna senza l’Euro con difficoltà di importazione ma anche di esportazioni se si pensa che il 40% del suo prodotto è diretto in Spagna su quello che oggi è il suo mercato interno, con le grandi imprese multinazionali tendenti ad andarsene perché poco interessate ad avere una sede fuori dalla Comunità Europea, non ha un futuro così roseo come le masse borghesi speravano di avere.

Oggi se si guarda alle dichiarazioni dei politici catalani, la situazione appare stretta verso una soluzione radicale che non genererà una vera e propria guerra civile, si spera, ma una confusione permanente non sempre pacifica. L’ONU attraverso il giordano Zeid bin Ra’ad Al Hussein incaricato dei diritti umani ma non attraverso il suo presidente si è offerto per una mediazione poco credibile. Più credibile quella dei baschi anche se le condizioni a cui loro hanno potuto risolvere i loro problemi non possono essere applicate a tutta la Spagna. Ovviamente la crisi dei giornali fa si che per vendere essi enfatizzino molto tutte le notizie e ciò non facilita un clima che stemperi la violenza che, per esempio, Rajoy non ha saputo frenare da parte delle sue milizie giocandogli un brutto tiro dal punto di vista dell’immagine: 840 feriti sono molti ma solo due gravi, il che può far pensare che moltissimi si siano presentati al pronto soccorso solo con piccole lesioni allo scopo di enfatizzare il numero dei feriti.

Insomma l’Europa delle regioni, vaticinata dal senatore Miglio tanti anni fa, sta dimostrando ancora una volta di produrre confusione e violenza e di compromettere seriamente la costruzione di un Europa per ora confederale ma un giorno, si spera, federale. Questa, dell’unità europea, è l’unica strada che si può percorrere verso la pace e la prosperità. Altre strade ci portano verso la balcanizzazione e la retrocessione a situazioni economicamente più deboli e socialmente meno auspicabili.

Giacomo Properzj

Vedi su YouTube Amaro Milano di Giacomo Properzj

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, comunità europea, consenso, costituzione, crisi, euro, europa, futuro, giornali, governo, madrid, mercato, milano, punto di vista, repubblica, senatore, soluzione, spagna

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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