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Cel al volante, addio patente

Avevamo scritto qui a settembre: scrivi alla guida rischio morte all’istante. A quasi un anno la politica si accorge che la maggior parte degli incidenti stradali è dovuta alla distrazione da telefonino e decide sanzioni più dure.

di Fabrizio Binacchi | 2 Agosto 2017

L’avevamo scritto qui a settembre: scrivi al volante rischio morte all’istante. A quasi un anno la politica si accorge che la maggior parte degli incidenti stradali è dovuta alla distrazione da telefonino e decide sanzioni più dure. Come il ritiro della patente già dalla prima infrazione “cellulare” alla guida.

Cell al volante, dunque, addio patente, subito. Le modifiche sono in discussione alla Commissione trasporti della Camera e dovrebbero entrare presto nel codice stradale. Insomma linea dura per chi telefona con il cellulare all’orecchio, per chi scrive sullo schermo del telefonino, per chi whatsappa, per chi messaggia, per chi fotografa per chi fa digitazione varia.

Siamo arrivati veramente al punto di non ritorno. Se appena appena ti guardi in giro, senza distrarti,  tra strade urbane, statali, autostrade  su , sono quasi tutti lì con gli occhi sul telefonino: giovani e signore, ragazze e manager, autisti e camionisti pure. Insomma uno stop ci vuole. E oltre alle sanzioni e multe bisognerebbe pensare a forme di aiuto tecnologico.

Fare in modo che d’ora in poi tutte le nuove auto siano predisposte al collegamento telefonico per fare telefonate in sicurezza, tipo viva voce di veicolo. E chi l’ha detto che non si possa predisporre un sistema tipo un blocco tecnologico telefonico degli apparecchi che sono usati nell’area del conducente del veicolo. Nell’era dei robot umanoidi e delle nano particelle non credo sia un problema pensare a forme di inibizione di segnali in determinate condizioni.

Ma c’è di più. Ci vuole l’educazione. Ci vuole un salto culturale. Non possiamo passare la vita con la testa sui tablet e sui telefonini, non possiamo trascorrere le nostre ore tra filmatini e messaggini. Sarebbe meglio alzare lo sguardo e incrociare gli occhi veri di chi ci sta vicino e non cercare occhi finti via rete. Questo in via generale e sociale.

Quello che può essere un consiglio per chi sta in salotto o in campagna, diventa obbligatorio come comportamento per chi sta alla guida. Non ci sarebbe nemmeno da chiederselo. Non possiamo pensare che mentre guidiamo un’automobile possiamo anche messaggiare e filmare, scrivere e telefonare, semplicemente perché sono distrazioni che portano a incidenti. Non guardare la strada anche solo per due secondi a 110 all’ora significa fare lunghi pezzi di strada alla cieca. Come chiudere gli occhi sul traffico.

Vi pare normale? Le scene non sono cambiate da settembre 2016, data dell’altro pezzo. Lo vedi già da dietro: se va un po’ più piano degli altri veicoli, se sbanda leggermente a destra o a sinistra, se – in autostrada- sta a cavallo della striscia, beh 9 volte su dieci è beccato o beccata: sta massaggiando o sta leggendo messaggi.

Il capo della Polizia Gabrielli già l’anno scorso invitò tutti a non cadere nel tranello tentazione dei telefonini al volante. Ovviamente non bastano più gli inviti ci vogliono educazione e sanzione. E con l’aiuto della tecnologia convincere anche quelli più cocciuti, quelli che appena al volante estraggono lo smart e cercano il mondo. Mentre il mondo gli gira attorno o gli vola addosso.

Fabrizio Binacchi

Con Voce di Mantova

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: cellulare, commissione, giovani, incidenti, mantova, mondo, multe, polizia, trasporti

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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