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Maschio scontro al Senato ma salvate la Dott.ssa Fedeli: è una donna

Terribile e violenta la reazione dei senatori leghisti alla proposta di decreto governativo sullo ius soli. Essi hanno attaccato la cattedra della presidenza del Senato e sono stati necessari, per il solo capogruppo leghista senatore Centinaio, ben sette commessi pagati da noi per portarlo di peso fuori dall’aula.

di Giacomo Properzj | 20 Giugno 2017

Terribile e violenta la reazione dei senatori leghisti alla proposta di decreto governativo sullo ius soli. Essi hanno attaccato la cattedra della presidenza del Senato e sono stati necessari, per il solo capogruppo leghista senatore Centinaio, ben sette commessi pagati da noi per portarlo di peso fuori dall’aula. La dottoressa (si fa per dire) Fedeli, Ministro all’Istruzione, è rimasta ferita nello scontro e si è dovuto ricoverarla, pallida e furiosa, in infermeria.

L’operazione ha solo un senso cinematografico e di propaganda perché già adesso, al compimento del diciottesimo anno, gli stranieri che risiedono in Italia, ne parlano la lingua e vi hanno fatto qualche corso di studio possono optare per la cittadinanza italiana. Ottenerla salvo trascorsi guai giudiziari. L’assimilazione di tutti costoro nella nostra società è assai più lunga di quanto non si pensi ma più breve, in realtà, che negli altri paesi europei: in Francia, dove ci sono 5 milioni circa di nord africani ormai da molti anni e forse tre generazioni, questa integrazione non è ancora avvenuta perfettamente. I terroristi radicalizzati sono spesso francesi di passaporto e anche di istruzione ma profondamente frustrati e alla ricerca di una rivincita personale rispetto alla società occidentale nella quale di fatto non riescono a inserirsi. Tutto questo fenomeno è aggravato dalle origini etniche ma è comune a molti giovani anche di origine locale. Persino negli anni ’50 questo tipo di frustrazione insidiava l’immigrazione interna dei nostri meridionali, vedi a questo proposito “Rocco e i suoi fratelli” di Visconti.

Naturalmente l’Italia affronta il tema dell’immigrazione, o come dicono i cattolici dell’accoglienza, in modo pasticciato e furbastro: si è trovata l’occasione di rubare sui contributi che vengono dati alle cooperative o associazioni che si occupano dell’accoglienza e che trattengono gran parte dei soldi, in modo più o meno legale, per loro stessi in base al principio che comandare, cioè organizzare i campi, è meglio che lavorare. Il risultato per quanto riguarda i minorenni è catastrofico perché ogni anno si perdono più di 5.000 minorenni che scappano dai campi. Vengono coinvolti soprattutto nel giro della pedofilia dove l’Italia è diventata un paradiso. Persino il Papa all’inizio dell’anno ha dovuto fare una comunicazione al clero per segnalare questo grave problema e mettere in guardia sui risvolti delicati che questa problematica ha già avuto nei confronti della Chiesa.

Non sono dunque premesse incoraggianti e il fatto che le nostre popolazioni, sopratutto quelle meridionali, siano in genere umanamente più accoglienti di quelle degli stati del nord, è un problema che diventerà marginale man mano che sale la quota dei “migranti”.

La preoccupazione dei colti senatori leghisti di perdere le ricche caratteristiche culturali del nostro Paese per il momento non paiono gran che giustificate anche perché queste si sono ormai in larga parte perdute, talvolta per sempre, e non sembra che nessuno se ne accorga. Forse tra i nuovi arrivati si troverà anche qualche nuovo lettore di libri ma è un ipotesi che nella trionfante società dei twitt sembra molto remota.

Quello che faranno, ed è sottolineato con particolari anche tecnici dai giornali cattolici e buonisti, è di fare figli e quindi potremo avere un piccolo recupero demografico. Quello che non faranno è di imparare un mestiere qualificato perché verranno subito adibiti ai lavori più umili che gli italiani oggi rifiutano e ciò comporterà un rallentamento del progresso tecnologico e robottistico sopratutto nei servizi.

Riapre il Senato. La dottoresse Fedeli se ne tenga lontano. I commessi, nelle loro belle divise, si tengano pronti a intervenire con delicatezza contando sul numero e non sulla brutalità. I senatori devono avere un minimo di quarant’anni non tutti sono atleticamente qualificati come il capogruppo leghista, c’è il rischio di trovarsene tra le braccia qualcuno rantolante.

Attenti commessi a quel punto si sarebbe trovato un capro espiatorio per tutta la vicenda: sarete voi.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: anni, chiesa, cittadinanza italiana, francia, giornali, giovani, immigrazione, integrazione, italia, paesi europei, senatore, soldi, stranieri

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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