• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Vita pendolare e stressati da ponti

Da Prato a Firenze a volte pure un’ora di code e rallentamenti. Traffico e mobilità intelligente: dove stiamo andando? E a Novoli l’è un inferno

di Fabrizio Binacchi | 5 Giugno 2017

Stagione di ponti, anticipo di vacanze, prove generali (luogo comune) dell’esodo estivo, ed eccoci  tutti sui ponti, sui viadotti e in galleria. A passo di lumaca o fermi. Bloccati e incapsulati negli abitacoli magari pure tecnologici ma pur sempre claustrofobici. Ci stiamo claustrofobicandola vita.

Bastano tre giorni ed eccoci lì pronti a metterci in macchina e partire. Tutto normale e tutto bello se non fosse che spesso chi parte per il ponte si aggiunge e si mischia al traffico enorme dei pendolari e al super traffico di camion. Ma quanti sono i camion che girano su e giù per le mostre strade e autostrade? Facile creare l’inferno soprattutto in tratti di strade e autostrade pensate e ostruite per una circolazione di 30 o 40 anni fa. Ed eccoci lì tutti in tangenziale tra un’autobotte alimentare e il pullman per Bari, tutti fermi (o quasi) in attesa che l’imbuto davanti diventi si sciolga.

L’altro giorno tra Carpi e Modena, innesto A1, c’erano 6 chilometri di coda. Tutti fermi e molti fuori dalle macchine e dai camion tipo bivacco: chi a fumare, chi a parlare chi a guardare. Chi a disperare. Bella vita.

Migliaia di automobilisti e camionisti hanno imboccato l’uscita di Carpi verso Soliera e hanno intasato via Nazionale per Modena. Mezzora per 15 chilometri. Motori sbuffanti vicino a parchi e  giardini: una nonna cullava sull’altalena il piccolo nipotino tra scarichi e fumi. Siamo diventati quasi  insensibili persino allo smog da traffico.  Ci siamo abituati, direi assuefatti, ad essere auto pendolari stressati. Uno studio dell’Harvard Medical School ha messo in fila le 11 cause che accorcerebbero la vita: al settimo posto c’è la vita da pendolare, dopo la mancanza di lavoro e prima di una regolare vita sessuale.

Tutti gli studi sono da valutare e da interpretare ma certo il dato non è da prendere sottogamba o, dato il tema trattato, sotto volante. E’ che la nostra vita è ormai fatta così: c’è chi lavora a Verona e vive a Mantova, chi abita a Prato e lavora a Firenze, chi sta a Mostacciano, zona sud di Roma ,e lavora al quartiere Prati, zona nord. Come andare tutti i giorni da Brescia a Venezia. Non si tratta qui certo di censurare o abolire gli spostamenti ma una riflessione sui nostri esodi biblici quotidiani va prima o poi compiuta. Altrimenti non hanno senso i documenti e i forum sull’ambiente, non hanno senso gli allarmi sullo smog, non hanno senso i blocchi settimanali di qui e di là.

Due o tre domande dovremo porcele in maniera seria e strutturata prima o poi. Tipo: perché dopo anni e decenni di invocazioni e lamentazioni in materia di traffico pesante abbiamo più camion di prima? Perché abbiamo l’alta velocità ferroviaria per i viaggiatori e le merci sono ancora su asfalto? Perché le amministrazioni pubbliche e le aziende non si mettono lì a studiare un piano per venire incontro ai milioni di dipendenti costretti a fare ogni giorno dieci o cento chilometri per andare al lavoro? Una volta di parlava di tele lavoro o di lavoro a casa, sarebbero miracolosi pochi chilometri.

Andare da Prato a Firenze e ritorno potrebbe essere una passeggiata e invece per i pendolari quotidiani del nodo di Novoli l’è un inferno. Sogni di svoltare all’Osmannoro o al viadotto dell’Indiano e speri in una corsia di velocità standard e invece trovi altri tappi. Dai, non possiamo tapparci così la vita.

Fabrizio Binacchi

Con Voce di Mantova

Pubblicato in : CornerBlog, EditorialeTag: anni, bari, firenze, lavoro, macchine, mantova, Prato, roma

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti