I vecchi sono troppi i giovani sono troppo pochi.
Dunque abbiamo bisogno di giovani che lavorano e che invece se ne vanno perchè qui non c’è trippa per gatti e non fanno figli che non potrebbero mantenere.
Allora facciamo entrare giovani immigrati che qualcuno considera una risorsa per il Paese e che di figli ne fanno eccome tanto qualcuno glieli mantiene li cura e li manda a scuola. Rigorosamente gratis dato che spesso hanno ISEE zero o poco più dato che tutti o quasi lavorano al nero e vivono andando ad accattare di qua e di là. Caritas e altrove.
La domanda nasce spontanea. Non potremmo trattenere i nostri figli e far rientrare i giovani emigrati farli lavorare e fargli fare figli che col tempo diventano giovani?
Ceto alcuni nostri ragazzi, come hanno fatto da sempre, dalla nostra generazione in poi, quando sognavamo Carnaby Street o similia, vanno in giro per il mondo per il magno anno sabbatico. Per poi tornare, la maggior parte, a casina e mettere su famiglia. Seppur rivista e corretta dai tempi mderni.
Ma come rimettono piede nel Belpaese respirano e aspirano aria mefitica e deprimente. Cominciano a girare per i Centri per l’impiego, a spiattellare curricula, o curriculum che non so ancora qual è la dizione corretta, e ritornano spesso quasi sempre a casa, dei genitori dato che non si possono permettere se non una fetente stanza in affitto in qualche comune. Nel senso di casa pluriaffittata. Nelle grandi città a non meno di 350 /400 eurini al mese. Un monolocale sui 600, più bollette e condominio. E uno stipendio medio, quando va bene è sugli 800 euro.
Se i suddetti trovano lavoro, questo è spesso un lavoretto. Non soltanto precario e indeterminato, ma anche a strozzo. dai tre ai sette eurini l’ora. Spesso al nero e senza contributi. E se son vaucher fioriranno.
Oggi si sa che la disoccupazione giovanile arriva al 40 percento. Ma già da tempo ormai, da qualche anno.
Ora ditemi voi se questa sorta di vasi comunicanti di chi esce da una parte e di chi entra dall’altra non è perversa.
Dunque tenere a bada in qualche modo l’immigrazione, per quanto è possibile fisiologicamente, dato che pare fenomeno inarrestabile, non dare cittadinanze a figli di stranieri e cercare di far lavorare i nostri.
Siamo già a buon punto dato che finalmente i benpensanti radicalchic si sono svegliati e hanno capito che il 60 percento di chi arriva non ha facoltà di rimanere. Al netto naturalmente di chi scappa dalla guerra, pare un ventipercento, e un altro ventipercento che ne ha diritto non è ben chiaro perchè.
Razzismo e xenofobia ? No, davvero, solo legittima difesa e senso di sopravvivenza.
Carla Ceretelli

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