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Renzi e gli errori da evitare in caso di vittoria del NO

Non potrà né dovrà deludere i milioni di cittadini che domenica 4 dicembre -da destra, come da sinistra e dal centro- gli daranno fiducia.

di Daniele Marchetti | 30 Novembre 2016

Per il governativo Sì le previsioni promettono un netto miglioramento, anche se il fronte avverso è agguerrito come non mai. Quindi ogni scenario per il dopo referendum rimane apertissimo e, come sempre in Italia, assai complesso da prevedere.

Se vince il Sì nulla quaestio : la legislatura sarà destinata alla scadenza naturale (secondo l’ammiccamento quirinalizio) con un Renzi  loquace come non mai, pronto a riscuotere il dividendo interno ed incoronarsi (per anni) “Granduca” del Nazareno, una sinistra interna al PD costretta ad emigrare pena l’inesistenza politica, un centrodestra pressoché annichilito (Berlusconi -abilmente- ha detto cosa farà dopo la vittoria del No, ma non dopo un’affermazione del Sì), ed i Cinque Stelle intenti a sbrigare le “faccende” di casa (il caso delle firme in Sicilia come a Bologna e, soprattutto, la vertenza Raggi nella capitale), consapevoli comunque di essere rimasti ormai l’unico argine all’avanzata del «Granducato d’Italia».

Se invece dovesse prevalere il no -come tutti i sondaggi fino a qualche settimana facevano prevedere- l’Italia politica tornerà al suo habitat naturale di “caos” ed “accordicchi”.

Uno scenario nel quale Renzi -più di ogni altro leader- si giocherà davvero tutto. Il Premier non potrà, in quel caso,  sbagliare sia sul fronte interno dove “i rottamati” torneranno a chiedere la sua testa di segretario (per la quale comunque servirà un congresso e quindi vari mesi di tempo), sia sul fronte “Quirinale”. Ma soprattutto, non potrà né dovrà deludere i milioni di cittadini che domenica 4 dicembre -da destra, come da sinistra e dal centro- gli faranno fiducia.

Ecco che le scelte, allora, non potranno che essere consequenziali a quanto affermato e ribadito in campagna elettorale: dimissioni da Premier e il “no expedit” ad ogni ipotesi di sostegno o partecipazione ad un nuovo Governo. “Chi avrà vinto il referendum -sarà l’ovvia motivazione del rottamatore (allora dimezzato)- avrà il diritto-dovere di governare e di dare all’Italia un nuovo sistema elettorale”.

Insomma una sorta di “vedetevela voi” che significherà pressioni da ogni dove (anche dall’interno del “cerchio magico”) ma anche un consenso ferreo nel Paese per aver tenuto testa -pubblicamente- alla Casta, non aver accettato compromessi (anche lusinghieri) e -con ciò- aver mantenuto le promesse elettorali.

Una posizione indubbiamente scomoda ed oggetto di strali da destra come da sinistra ma che gli permetterà di accedere alla rivincita elettorale (in quel caso non lontana vista la situazione innaturale del partito di maggioranza relativa all’opposizione) con la “faccia pulita” di chi è quello che dice!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : Editoriale, SituazioneTag: anni, berlusconi, bologna, campagna elettorale, casta, consenso, dimissioni, governo, italia, legislatura, nuovo governo, pd, referendum, renzi, sicilia, sostegno

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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