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Altra frattura per l’«accozzaglia»

Uno stop elegant-sarcastico in puro stile “baffiniano”: tagliente, sprezzante «per dimostrare certe cose servono le prove», indirizzato al mittente in diretta tv, davanti a milioni di spettatori, con un’apparente quanto disarmante “buon senso”.

di Daniele Marchetti | 23 Novembre 2016

La “proposta-minaccia” avanzata dal professor Pace in relazione ad un eventuale ricorso in caso di striminzita vittoria del Sì al referendum grazie -si teme- al voto degli italiani all’estero, incassa la perentoria bocciata di uno dei testimonial del fronte del NO: Massimo D’Alema.

Uno stop elegant-sarcastico in puro stile “baffiniano”: tagliente, sprezzante «per dimostrare certe cose servono le prove», indirizzato al mittente in diretta tv, davanti a milioni di spettatori, con un’apparente quanto disarmante “buon senso”.

Questioni di second’ordine? Forse, ma la realtà sembra essere assai più cruda dei termini anche sugli scenari post-referendum: Grillo, Salvini e Meloni invocano le elezioni in caso di sconfitta del Sì per incassare il dividendo elettorale. D’Alema, Bersani, Speranza e la loro ditta chiedono che il Governo resti perché hanno l’esigenza di prendersi il PD prima del voto. Berlusconi da capo di Forza Italia, nel distinguersi da Mediaset schierata sul fronte del Sì, punta, come Cesa e De Mita (sempre che parlare di UDC abbia ancora un senso), invece ad un Governissimo di ampia coalizione per tornare nella stanza dei bottoni senza pagare dazio e non rischiare di essere cancellati definitivamente.

Insomma tutto e il suo contrario. Un’accozzaglia? Macchè, un onorevolissimo caos!

Daniele Marchetti

 

Pubblicato in : Editoriale, SituazioneTag: berlusconi, bersani, elezioni, governo, italia, mediaset, meloni, pd, referendum, speranza, udc

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Raffaello Biagiotti

    24 Novembre 2016 alle 10:55

    La mattina mi alzo, mi purifico, vado allo specchio e mi domando, ma tutto soimmato mi sembra che non sia cambiato nulla, NO caro Raffaello, ancora dormi, l’hai visto ieri sera alla televisione baffino? Quando tirava mentine erano NERI ora il tempo è passato e sono frammisti NERI e BIANCHI, se qualcuno potesse dare una sintesi e dire: Con quali forze vuole arrivare al suo traguardo,(ammesso che ne abbia uno certo) che non c’è riuscito quando era al potere?
    Vedremo, vedremo, oppure sentiremo, sentiremo.
    Raffaello da Montepulciano

    Rispondi
  2. Armando Stavole

    23 Novembre 2016 alle 18:11

    Alla buon’ora! Ci rendiamo conto che siamo nel caos, ma se guardiamo bene al passato penso che si poteva prevederne l’arrivo senza essere dei grandi analisti…

    Rispondi

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