Sarebbe banale, scontato parlare di Umberto Veronesi come eccelso medico, come grande scienziato, come colui che ha dato speranza a migliaia di malati. Impossibile negare una simile realtà . Voglio invece rammentarlo come uomo innanzitutto, ma anche come politico. E’ stato un personaggio di una indiscussa generosità e di una specchiata umanità. E’ stato un politico che si è sempre battuto per i diritti civili. E’ stato un laico, un riformista, un socialista. Il PSI ha avuto l ‘ onore di annoverarlo nella Assemblea Nazionale. Giuliano Amato, presidente del consiglio, lo ha chiamato nella sua squadra come ministro della sanità. E’ stato un grandissimo ministro. Avrebbe potuto essere uno straordinario sindaco di Milano. Terminato il secondo mandato di Albertini, il centrodestra scelse Letizia Moratti . Il centrosinistra non aveva un candidato spendibile. Io , insieme ad altri proponemmo Umberto Veronesi. Contro di lui si alzò un muro della sinistra giustizialista che lo accusava di avere rapporti con Ligresti per la vicenda dello IEO. Un’ ignobile meschinità. Anche gli allora DS non si spesero molto a favore della candidatura. Umberto Veronesi mi chiamò per ringraziarmi , ma mi disse che a questo punto non avrebbe mai accettato di candidarsi. Si scelse il prefetto Bruno Ferrante e vinse Letizia Moratti. Milano gettò alle ortiche una occasione storica. Milano con la sua scomparsa si priva di una figura di un romanticismo ottocentesco come uomo, ma con una visione del futuro e della scienza assolutamente da mettere a perenne memoria. Mi piace ricordarlo così.
Il mio ricordo di Umberto Veronesi
E’ stato un personaggio di una indiscussa generosità e di una specchiata umanità. E’ stato un politico che si è sempre battuto per i diritti civili. E’ stato un laico, un riformista, un socialista.
Roberto Caputo

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