Ci mancava solo l’idea “spettacolo” della lotteria contro l’evasione da scontrini fiscali.
Mi scuso se sarò un po lungo, ma devo darvi qualche numero …
Premesso che la pressione fiscale rispetto al PIL in Italia è salita dal 34% del 1985 ad oltre il 45% del giorno d’oggi, la percentuale stimata di evasione fiscale sul PIL è sempre assestata intorno al 17% (piuttosto costante)
Nel 2015 è stata calcolata (dagli esperti) in 180 MILIARDI di euro.
Una ricerca condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani indica i rapporti di forza tra le diverse categorie di contribuenti (?!?!) in relazione all’evasione fiscale.
E gli scontrini sono la Cenerentola.
Vediamo i numeri:
ECONOMIA CRIMINALE 78 MILIARDI 43%
GRANDI IMPRESE 41 MILIARDI 23%
LAVORATORI IN NERO 35 MILIARDI 19%
SOCIETA’ DI CAPITALI 19 MILIARDI 11%
ARTIGIANI, COMMERCIANTI 7 MILIARDI 4%
Nettamente preponderante il peso delle MAFIE sull’economia del Paese e sul dato dell’evasione, seguito dalle GRANDI IMPRESE INTERNAZIONALI che spostano a piacimento gli utili d’impresa nei paesi a minor tassazione (paradisi fiscali) e dichiarano pochissimo in Italia.
Terzo a sorpresa il LAVORO NERO, con un esercito di 3 milioni di persone appartenenti alla categoria. Il dato interessante è che dei 3 milioni, almeno 800 mila lavoratori hanno già un lavoro (o una pensione) regolare.
Seguono le SOCIETA’ DI CAPITALI (soprattutto srl) che molto spesso dichiarano redditi bassissimi, se non delle perdite.
Intestate a prestanome di comodo e molto facili da chiudere e cancellare, possono “sparire” o essere “svuotate” in pochissimo tempo.
Per ultimi, molto distaccati, arrivano i COMMERCIANTI e gli ARTIGIANI, che evadono ben 7 MILIARDI di euro all’anno, ma che rappresentano solo il 4% dell’evasione totale.
Ma sono il problema principale …
Massimo Codari

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