La comprensione dei fenomeni politici e sociali avvengono a vari livelli della percezione della realtà, a volte ci si avvale di strumenti più o meno scientifici come i sondaggi ma essi risentono di grandi margini di ambiguità nel senso che possono essere un modo sottile raffinato per cercare di orientare il voto degli indecisi o quale potrebbe essere il voto utile, oppure una chiamata a contrastare il “mostro che avanza”. Con ciò non penso minimamente che i sondaggi non siano utili, ma molti di essi sono uno strumento di propaganda più che un reale strumento di comprensione o di indagine. In questi giorni molti commentatori politici cercano di strumentalizzare la scelta di Berlusconi di supportare la candidatura di Alfio Marchini a sindaco di Roma come un aiuto a Renzi e dunque al PD o come la fine del civismo della lista Marchini. Se la scelta di Berlusconi fosse un aiuto al PD, sarebbe nei fatti un aiuto un po’ strano sia perché la Lista Marchini è stata fondamentale per mandare a casa la giunta PD guidata da Marino, sia perché sarebbe stato più facile per il candidato sindaco del PD Giachetti vincere con un centro destra diviso in tre spezzoni. Anche la polemica sostenuta, non a caso dal PD e dalla Meloni, sul finto civismo della lista Marchini visto la convergenza di Forza Italia e la Destra di Storace, si dimostra infondata per i seguenti motivi: 1) Marchini non ha mai sostenuto di essere contro i partiti, come invece lo è il movimento 5 stelle, perché i partiti sono a fondamento della costituzione repubblicana. Ha sempre sostenuto che i partiti sia del centro destra che del centro sinistra hanno fallito nella gestione della capitale e dunque devono fare un passo indietro per rigenerarsi dal malcostume nella quale sono coinvolti. 2) Lo slogan “Liberi dai Partiti” vuol dire semplicemente che non ci sono accordi sottobanco nel governare la città, non ci sono legami con quelle ragnatele di interessi, corporazioni che di fatto hanno bloccato la crescita e sviluppo della città depredandola di risorse fondamentali per lo sviluppo ed il ritorno di regole certe per tutti. 3) Marchini ha sempre dichiarato che per governare una città il binomio destra e sinistra è stato un totem utile solo a coprire il vuoto di idee e di programmi, utile solo per raccogliere voti e poi spartirsi il potere sottobanco come Mafia capitale ha dimostrato.
Non è un caso che all’interno del Movimento della lista Marchini ci sono varie anime culturali di ispirazione sia del centro destra come del centro sinistra ma non compromessi con le passate gestioni. Inoltre è cresciuto un movimento ricco di giovani e meno giovani che hanno realizzato una “comunità del fare” con alcuni valori di riferimento: solidarietà nei confronti di coloro che stanno in difficoltà, legalità per tutti i cittadini siano essi italiani o stranieri, sburocratizzazione e semplificazione della macchina comunale che deve essere al servizio del cittadino e non come avviene oggi che un diritto viene fatto vivere per favoritismo, innovazione tecnologica come condizione per fare di Roma una capitale europea come merita di essere, fruibilità della città più bella del mondo con servizi di mobilità funzionali alle esigenze dei cittadini e non alla cupola affaristica che in questi anni ha governato sulla città. Questi sono solo alcuni punti dei 101 del programma della Lista Marchini, il vero dramma è il silenzio di cosa vogliono fare sia il PD sia il M5S e la coppia del secolo Fratelli d’Italia e Lega. La coppia Meloni- Salvini in modo antico e populistico cercano di alzare le vecchie barricate ideologiche, che probabilmente esistono ormai solo nel loro cervello, per capitalizzare voti per fini altri degli interessi dei cittadini romani. Il vero problema di queste elezioni sarà la capacità del Civismo di Marchini di far ritornare i cittadini romani al voto, di dargli la speranza che cambiare è possibile, che è possibile governare onestamente e far rispettare le regole a tutti, ad essere il comune la casa includente di tutti i cittadini. Questa è la vera scommessa ridare fiducia ai ceti medi e popolari che si può cambiare solo a condizione di partecipare non solo con il voto ma con l’impegno costante nel territorio, segnalandone i limiti dell’azione della burocrazia e del sistema nel suo insieme, il risveglio di quell’essere una comunità che si identifica con l’istituzione perché è la loro istituzione la quale la si aiuta ma si pretende che debba fare sempre meglio.
La possibile vittoria di Alfio Marchini a sindaco di Roma rappresenterebbe una rottura con il passato ventennale e deludente di questa seconda repubblica, riaprirebbe le condizioni di un rinnovamento e di un forte contrasto al degrado non solo sociale ma anche politico di una classe dirigente dimostratosi incapace, individualista e motivata da un bieco affarismo improduttivo. Certo su questa candidatura si condensano tante speranze che saranno certamente una grande responsabilità per coloro che avranno l’onere e l’onore insieme a Marchini di realizzare questo ambizioso progetto partendo dal basso, anche perché le forze e gli interessi speculativi faranno di tutto per farlo fallire. Come diceva il saggio: Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
Marchini: la speranza del cambiamento
Non è un caso che all’interno del Movimento della lista Marchini ci sono varie anime culturali di ispirazione sia del centro destra come del centro sinistra ma non compromessi con le passate gestioni.

Non sono sicuro se il Marchini sia un’altro ‘Bomba’ oppure solo un imbecille. La sua sparata sul non uso di cannabis che avrebbe salvato suo figlio dal coma è una ‘stronzata ‘ (smentita anche dall’intervento di un medico che si occupò del suddetto figlio) che dimostra non conoscenza del problema e superficialità . Comunque è da irresponsabili affidare il governo di una città come Roma ad un individuo del genere. A meno che il Marchini non sia contrario a ; Mafiacapitale ma molto favorevole agli interessi della mafia nazionale che dal traffico trae utili immensi. Se il buon dì si vede dal mattino questo sarà bene di non farlo arrivare, politicamente beninteso, a mezzogiorno.