La guerra dei numeri, ho rastrellato due post,il primo che vede il bicchiere mezzo pieno e esprime una evidente soddisfazione, il secondo che lo vede mezzo vuoto e manifesta un altrettanta evidente preoccupazione.
Il primo filogovernativo dice una mezza verità e fa incazzare chi il lavoro non lo trova o lo ha trovato provvisorio e per una miseria di salario.
Il secondo è una semplice fotografia della situazione che dovrebbe fare il governo e non fà.
Dario Parrini :Dati di oggi su mese di novembre: disoccupazione scende all’11,3 per cento, ai minimi da tre anni. Occupati: 36 mila in più su base mensile, 206 mila in più su base annua. Disoccupazione giovanile sotto il 40%: è al 38,1%. Avanti.
Stefano Poni : Sarà un autunno molto pesante per l’occupazione: anche se la perdita di posti di lavoro cala rispetto ai due anni precedenti, il saldo a fine 2011 per le imprese con almeno un dipendente (circa 1,5 milioni) mostra ancora il segno meno: 88mila i posti in uscita – dice Unioncamere – pari a un calo dell’occupazione dipendente dello 0,7%. Più a rischio il lavoro nelle piccole e medie imprese e, a livello geografico, è il Sud a mostrare un deciso affanno.
Nel 2010 il saldo negativo era stato di 178mila unità, -1,5%. Peggio ancora era andata nel 2009, anno clou della crisi: 213.000 i posti bruciati, pari a -1,9%.
L’inversione di tendenza non sembra essere alle porte per le imprese dell’industria, commercio e servizi. Per il settore industriale a fine 2011 è attesa una perdita di quasi 59mila unità (-1,2%); meglio i servizi che dovrebbero fermarsi a quota -29mila unità (-0,4%). Crollo invece per le imprese delle costruzioni (quasi 29mila posti in meno). USCIRE da questa palude non era ne’ semplice, ne’ scontato. Solo attente politiche per la crescita dell’economia hanno invertito la tendenza.

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