Posso sbagliare, ma l’allarme generalizzato è scattato a un livello che era normale (anche se certo non benefico) 20 o 30 anni fa quando si usavano caldaie non a norma e da qualche parte ancora la nafta se non il carbone, e c’era poca produzione di energie alternative (che, è bene ricordare, prelevano contributi dalle bollette dei cattivi non alternativi, mentre a tutti tocca in bolletta una quota per risarcire ENEL del mancato utilizzo del nucleare). Invece a tutti gli italiani toccherà di pagare con le imposte il risanamento della Terra dei fuochi, riempita delle schifezze di tutta Europa mentre i nobili ambientalisti facevano convegni su convegni a spese di napoletani e campani per scongiurare che a Napoli si facesse un inceneritore come quello di Salerno, che funziona benissimo da decenni senza conseguenze cliniche di rilievo. Ma adesso tutti tifano Bassolino, il responsabile politico di questo scempio, solo per fare dispetto a Renzi, mentre in un paese bene ordinato lui, e i verbosi prof dei cento convegni mentre la camorra scaricava veleni, dovrebbero essere tutti incriminati per concorso esterno in attività camorristiche.
Altro discorso è l’aumento della temperatura invernale, un fenomeno di aumento e abbassamento delle temperature medie che si verifica periodicamente nella storia, per ragioni non ben precisate, ma che hanno poco a che fare col “riscaldamento globale” dei prelodati prof. perchè basta un’eruzione vulcanica coi fiocchi in Indonesia o in Sudamerica, o in Islanda per fare peggio di tutti noi umani, che adesso siamo 7 miliardi e nonostante l’ISIS continuiamo a crescere, mentre la variazione in più e in meno della temperatura provocava spaventose carestie anche quando eravamo 700 milioni, non sapevamo cos’era il petrolio, e il carbone lo usavano solo i fabbri.
Ai mancati sciatori vorrei ricordare che nell’anno di grazia 753 papa Stefano II passò il colle del Gran San Bernardo (2473 mt), coi muli e non con le motoslitte, intorno al 15 dicembre, per arrivare in Lussemburgo alla corte di Pipino il Breve la mattina dell’Epifania, a promettergli l’unzione regale e la corona imperiale se lo liberava dei longobardi che sua santità reputava dei vicini troppo invadenti. Portava con sè, ancora fresca di inchiostro, la falsa donazione in cui Costantino, per motivi imprecisati, concedeva al vescovo di Roma ( che era solo uno dei tanti vescovi che avevano appena ottenuto la libertà di culto) l’intero impero d’occidente, per cui i successori potevano disporne a piacimento. Tanto i carolingi erano semianalfabeti e non avevano la minima idea della differenza tra il latino e la calligrafia in uso allora e ai tempi di Costantino. Non ce l’avevano neanche nella curia papale, se no il falso lo avrebbero fatto meglio…

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