Così anche Firenze ha scoperto la nebbia. Anzi la nebbia-nebbia. Quella fitta, che non ti fa vedere cosa c’è di là dall’Arno (o meglio diladdàrno) e che ti fa scambiare Porta San Frediano come un’arco della più storicamente nebbiosa Milano. Ché se la nebbia non la conosci bene ti fa davvero paura. O meglio ti toglie tutti i riferimenti. Un mio simpatico amico fiorentino mi ha whatsappato così, con tanto di foto: “E’ scomparsa Fiesole”. Benvenuti nel club. Noi di Mantova, come quelli di altre città padane, da Cremona a Rovigo, ci siamo abituati da una vita. Anzi quando negli anni scorsi sembrava diradata, ci mancava un po’. All’aeroporto Vespucci voli in ritardo e cancellati, dicevano le notizie fiorentine come fosse davvero per loro una rarità, notizia da prima pagina. Diceva una mio amico della bassa veronese, zona in cui la nebbia mica scherza: “Vedi Fabrizio, noi che siamo cresciuti nella nebbia abbiamo imparato a distingue le ombre dalle persone vere”. Anche questa mica male, in tutti i suoi sensi, anche più reconditi. Il fatto è che in questi giorni abbiamo mischiato nebbia e smog, scarichi di auto e scarichi di caldaie, misure estreme e pianificazioni impossibili: insomma abbiamo fatto gli italiani. Il tutto in una atmosfera surreale di luminarie impallidite e di presepi all’aperto nella foschia dell’aria spesso irrespirabile. Adesso speriamo nella neve e nella bassa pressione che attorno a Capodanno –dicono- puliranno l’aria. Un bel vento che spazza via tutto diceva la nonna di San Prospero con la cantilena tipica della saggezza contadina. Un bel vento che spazzi l’aria, che sciolga la nebbia per la sicurezza di quelle città che l’hanno scoperta in ritardo e che spazzi pure via tante polemiche politiche e amministrative che sembrano fatte apposta per animare i giorni di vacanza. Ma non vi cullate nella tranquillità: poi arriva la neve e saremo daccapo a dodici: aeroporti bloccati, strade impercorribili, città al freddo e variante di valico alla prova del fuoco, o meglio del gelo. Ricordiamoci, quando torneremo più “attivi”, a gennaio che ci sarà da affrontarequesta-cosa-mostro del traffico nelle città e della mobilità intelligente. Firenze ha già fatto parecchio con la tramvia Scandicci – Firenze SMN e con altre misure. Altre città sono più indietro. Andiamo a Bordeaux e copiamo il sistema sincronizzato. Dovremmo pensare anche ad una rivoluzione delle abitudini. Perché –ad esempio- siamo costretti a girare, anche in auto, nelle stesse due ore? Fila di suv fumanti davanti alle scuole…
Scoprire la nebbia, distinguere le ombre e sperare nella neve
Così Firenze sembrava Mantova. Un amico whatsappa: “E’ scomparsa Fiesole!” Emergenza per il problema smog. Traffico in città: e cambiare le abitudini

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