• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Intervista a Togliatti: “Bersani subalterno”

di Alberto Benzoni | 10 Marzo 2012

Intervista (immaginaria) all’ex leader del Pci. Fare il leader di un grande partito significa dargli un futuro e una prospettiva e non vivere – come accade oggi – in modo subalterno le decisioni o, peggio, le opinioni altrui.

“Innanzitutto, grazie, per essere venuti a trovarmi. E’ da quasi cinquant’anni che me ne sto qui, imbalsamato, ma sempre in grado di intendere e di volere; ma è da più di vent’anni che non mi veniva a cercare più nessuno”.
Diciamo dall’89 in poi…
“Più o meno”.
A causa della fine del comunismo…
“Sulla parola fine, ci andrei piano. Ma mi rendo conto che la cosa può avere influito. Quello che però non riesco ad accettare è l’atteggiamento dei miei ex compagni; insomma l’idea che il comunismo non solo era finito ma, in realtà, non era mai esistito. Anzi, che non erano mai esistiti, almeno qui in Italia, i comunisti”.
Sta pensando a Veltroni?
“Certo; ma soprattutto a Occhetto. Perché è a lui che si deve la teorizzazione del “nuovo”come valore positivo in sé”.
Mentre Lei esaltava la continuità…
“‘Veniamo da lontano’, così dicevo. Perché pensavo che tutte le grandi organizzazioni debbano misurarsi con i tempi lunghi, praticando, quindi, la giusta commistione tra rinnovamento e continuità. Questo era il mio partito; mentre l’accrocco che è stato costruito oggi mi sembra sempre in balia degli eventi proprio perché privo di qualsiasi rapporto con il proprio passato”.
Parla del rapporto con il governo Monti?
“Esattamente. Qui si stanno riproducendo, e in modo drammatico, tutte le tentazioni cui è da sempre soggetta la sinistra. Da una parte la subalternità; dall’altra l’estremismo, magari – ma questo peggiora ulteriormente le cose – puramente verbale. Da una parte chi si identifica, senza riserve, con la linea dell’esecutivo; dall’altra chi sbraita contro il “governo dei padroni”.
Mentre Lei…
“Non stiamo parlando di me, ma del partito che ho diretto per decenni. Se ci fosse ancora quel partito, questo avrebbe discusso, e tanto, ma al suo interno; e senza sbandierare le sue divergenze. Ma poi avrebbe trovato la sintesi”.
Una sintesi difficile…
“Ma niente affatto almeno per un partito diretto da persone interessate ad agire insieme per modificare, nella misura del possibile, la realtà e non ad ‘assumere delle pose’ a beneficio di se stessi e dei giornalisti amici. E il giudizio di quel partito sarebbe stato più o meno questo: ‘È vero; il governo Monti è altro da noi, ma è comunque nel nostro interesse appoggiarlo’. Perché, oggettivamente (è questa la parola chiave), al di là delle sue scelte specifiche, rappresenta un salto di qualità nel confronto politico in atto nel nostro Paese, ponendo al centro dell’attenzione i problemi della riforma e del cambiamento e con essi, quelli del nostro rapporto con l’Europa e del futuro stesso dell’Unione”
Ma non è questa la linea di Bersani?
“Diciamo che il mio successore ha le coordinate giuste; senso del possibile, convinzione che il futuro del partito sia nell’adottare una linea socialdemocratica, ma senza sbandierarlo. Però, per fare il leader occorrono due cose: possederne l’autorità e, anche, mi consenta, gli attributi. Nel concreto, dire con chiarezza cosa si vuole fare e con chi e, con altrettanta chiarezza, dire quello che non si deve fare. E qui non ci siamo proprio”.
Può farci degli esempi?
“Mi rendo conto che Bersani opera in condizioni diverse, e più difficili delle mie. Io facevo la guerra di trincea, lui è in piena guerra di movimento. Ma in ogni caso fare il leader di un grande partito significa dargli un futuro e una prospettiva e non vivere – come accade oggi – in modo subalterno le decisioni o, peggio, le opinioni altrui. Direi, per concludere, che la passività non aiuta. Non aiuta il Pd, ma nemmeno gli altri. Così dobbiamo stare con Monti e con l’Europa, ma a condizione di preservare la diversità delle nostre impostazioni. E ancora possiamo lasciare aperte le questioni dei programmi e delle alleanze, ma a condizione di offrire una qualche indicazione in proposito. E, infine, lo lasci dire da un nostalgico del primato della politica, possiamo dare una mano alla Cgil, ma a condizione di non allinearci preventivamente sulle sue posizioni”.
Un ultimo messaggio; magari per noi socialisti?
“Se fossi Veltroni potrei dire ‘non sono mai stato antisocialista’, ma potrei facilmente essere smentito. Quello che posso dire è che avrei sempre mantenuto un rapporto politico con voi. Mentre…”
Questa intervista immaginaria si conclude improvvisamente perché l’autonomia dell’ex segretario è ridotta a pochi minuti di vita ogni tanto.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti