
E lo ha fatto con due premi : Miglior film : The Artist; miglior sceneggiatura Hugo Cabret, portando un Oscar anche all’Italia tramite il binomio Ferretti/Lo Schiavo che da più di venti anni collabora con Scorzese e con il suo “The aviator” ha vinto un altro Oscar nel 2005.
Film quindi di poesia, silenzio, magia, stupore, creatività. Ma non solo questo sul palco del Kodak Theatre di Los Angeles
Ed abbiamo superato un po’ insonnoliti, ma perfettamente lucidi la Notte degli Oscar. Perfettamente lucidi perché, nonostante fossero circa le 4 e mezzo del mattino quando Billy Cristal, conduttore della diretta, ha commesso la gaffe di comunicare con un’ora di anticipo, chi aveva vinto l’Oscar come migliore attrice, abbiamo avuto un sussulto.
Ovviamente non ha fatto il nome ma ha buttato lì un paio di cifre e pur non essendo io un genio della matematica ho fatto due conti e…voilà. “17 nomination (e tante ne ha avute Mary S……) e per 14 volte è stata a vedere le altre salire sul palco…” Allora dato che 2 Oscar li aveva già vinti e per altri 14 aveva visto vincere le altre, se ne deduce che questo era l’anno del 3° Oscar, ma a parte questo tutto si è svolto come da copione.
Trionfo per The Artist (regia, miglior film, attore protagonista ) che già aveva fatto incetta di premi e riconoscimenti ai Golden Globe, ai César, e stanotte ha continuato a raccogliere 5 Oscar su 11 nomination.
Mancava solo il cane sul palco degli Oscar ma anche lui ha avuto la sua dose di premi in precedenza (l’osso d’oro) per la sua magnifica prova d’attore/spalla del protagonista ma certamente anche sul palco del Kodak Theatre avrebbe fatto la sua canina figura.
I due amici/rivali, causa Oscar, Clooney/Pritt hanno avuto la disgrazia di essere nominati un anno in cui c’erano troppi nomi presenti alle nomination e, come già affermato, alcuni troppo illustri assenti: un nome per tutti Leonardo Di Caprio che dai tempi del bambolotto di Titanic ne ha fatta di strada e, se fosse stato candidato avrebbe avuto le carte più che in regola per battere anche Jean Dujardin (ottimo protagonista di The Artist)
Trionfo già annunciato per Maryl Streep (anche lei già premiata con il Golden Globe), Oscar come miglior attrice non protagonista per Octavia Spencer con il film The Help.
E come non condividere le parole lapidarie di Canova che parlando, nei collegamenti italiani del film di Woody Allen, candidato come miglior regista con il suo” Midnight in Paris” lo ha definito “…un cinepanettone per radical chic…”. Povero Allen critica più che meritata perché il film è vecchio e noioso, proprio come è diventato lui …sic transit gloria mundi.
Adesso che i giochi sono fatti, aspettiamo in sala il ritorno dei film premiati e nominati, ma soprattutto aspettiamo il film dei fratelli Taviani “Cesare deve morire” che a Berlino hanno conquistato l’Orso d’oro.
Seguendo le prove del “Giulio Cesare” dirette dal regista teatrale Fabio Cavalli e interpretate dai detenuti i due fratelli, hanno girato all’interno del carcere di Rebibbia un docudramma che ci fa scoprire anche la vita degli “attori”
Il film uscirà nelle sale il 9 marzo andando ad arricchire il calendario delle novità di marzo.

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