Bene le task force anti-disoccupazione della Commissione europea che visitano e danno indirizzi nei singoli stati perché o la politica dell’occupazione giovani è europea o non è per nulla una politica.

Bene le task force anti-disoccupazione della Commissione europea che visitano e danno indirizzi nei singoli stati perché o la politica dell’occupazione giovani è europea o non è per nulla una politica, non ci possono essere macchie di leopardo così diverse: qui Piemonte Lombardia Toscana cioè Italia un giovane su tre a casa e ad esempio, là in Baviera, Germania, disoccupazione al minimo storico. Esempi di due regioni a loro modo locomotiva d’Europa.
Bisogna aumentare gli scambi, bisogna accelerare le condivisioni, ricorrere inoltre ai meccanismi Ue, senza costi e oneri amministrativi ”per aumentare il numero dei giovani che lavorano o studiano in un altro Stato membro.
Ma conoscere non basta più, occorre produrre per far lavorare.
Proprio sulla linea calda dell’occupazione e della crescita l’unione europea chiede un binario privilegiato con l’Italia, dove le dottrine Monti anche sul lavoro possono essere un buon programma e dove le task force possono anche imparare, oltre che indicare. C’è bisogno di coinvolgere in atti concreti e da subito fondi europei per l’occupazione giovanile, le autorità nazionali competenti per i fondi strutturali, l’occupazione e l’istruzione, così come le parti sociali. Una svolta di contenuti e di forma. Ma non può restare solo una procedura, altrimenti diventerebbe uno strano modo per prendere tempo quando di tempo ce n’è sempre meno.

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