Ebbene Futuro e Libertà per l’Italia, la neonata formazione di Gianfranco Fini, ha celebrato, ieri l’altro, il suo primo congresso provinciale fiorentino. Candidato unico al ruolo di coordinatore, il consigliere comunale Riccardo Sarra, che è stato eletto per acclamazione. Fin qui nulla di male né di imprevisto, anzi. Peccato che leggendo la relazione del buon Sarra (distribuita in forma scritta a tutti i partecipanti) più che trovarsi all’assise di un neonato partito di centrodestra, che a ogni pié sospinto si dichiara liberale, moderno ed europeo, è sembrato di essere ad un vecchio congresso del Movimento sociale. L’ultimo ventennio è stato “caratterizzato dagli eccessi e dai danni dell’individualismo liberale”, ha spiegato Sarra, il che “ha sicuramente determinato la crisi del rapporto tra il potere ed il ruolo della politica e i diritti fondamentali della persona”. A soccorrerci da questo stato di cose, dice l’ex esponente del Msi e di An, c’è San Tommaso, soluzione intermedia “ai due estremi dell’individualismo e del collettivismo all’italiana”, mentre a salvarci dal pensiero di uno dei grandi pensatori liberali italiani, Benedetto Croce, Sarra ricorre a Giovanni Papini che lo riteneva “un bestione da soma e da lavoro, che con la sua sopravvalutata filosofia è pericoloso per l’intelligenza della gioventù”. Insomma, un attacco diretto al cuore del liberalismo. Da posizioni di quella che un tempo (solo un tempo?) si chiamava destra sociale. Sarra attacca (giustamente) il “populismo” di Berlusconi ma affossa con lui un intero pensiero culturale, proprio quello al quale si richiama il presidente della Camera. Mette insieme due cose (populismo e liberalismo) che insieme non stanno per nulla. Ma lo fa non perché sia confuso, bensì perché mosso da idee molto chiare. Quelle che peraltro ha sempre avuto. Cari Pollina, Giocoli e quant’altri, ma che c’azzecca Sarra con il vostro partito? E’ un uomo molto benestante e molto generoso ma questo non è sufficiente per guidare un movimento politico. In Italia un uomo molto ricco e molto “generoso” ha già avuto fino ad oggi sin troppo successo.
Paolo Vannini

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