In politica le parole hanno talvolta valore maggiore dei fatti. Ed è per questo che ha suscitato meraviglia il modo come sono state presentate due fra le iniziative che maggiormente hanno tenuto banco in questi giorni nelle cronache politiche. Tanto più che coinvolgono due fra gli esponenti politici maggiormente stimati dalla pubblica opinione, a prescindere dallo schieramento di appartenenza.
Primo caso: il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato con grande clamore misure drastiche per ridurre i costi della politica. Fra queste, tagli alle auto blu, ai voli di stato, ai vitalizi e ad altri privilegi di casta. Unanime il consenso, ovviamente. Ma di taglio ai privilegi dei politici, appunto, si tratta. Non di tagli ai costi della politica. E’ positivo che ciò avvenga, ma la maggior parte dei soldi per la politica se ne vanno per il finanziamento pubblico, cioè per finanziare i partiti nonostante si usi la pudica espressione di “rimborsi elettorali”.
Dunque, precisare non è pignoleria e usare le parole giuste significa fare capire la sostanza del problema. E cioè, che si tratta di centinaia di milioni di euro che ogni anno vanno ai partiti sui quali occorre ancora lavorare. Sia pure dopo avere, meritoriamente, indicato i privilegi odiosi da spazzare via.
Secondo caso: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera a Pannella per chiedergli di non esporre ulteriormente il suo fisico ai rischi della fame ed ora anche della sete. Lo ha fatto con parole toccanti sulle condizioni di degrado delle carceri italiane e sulla nobiltà delle lotte di Pannella.
Tutto bene. Che Dio ci mantenga a lungo entrambi.
Ma possiamo fare notare, con molta umiltà, che il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto modificare l’incipit della sua lettera a Pannella? Quel “Caro Marco” stona, pur essendo a tutti noto che certamente i due si conoscono da decenni e, magari, si stimano sinceramente.
Caro Presidente, non è pignoleria la nostra. Anche nei casi che coinvolgono sentimenti ed emozioni, il rigore formale della prima carica dello Stato non è mai troppo.
IN POLITICA LE PAROLE SONO SOSTANZA
Per questo ci permettiamo qualche rilievo sui tagli ai costi della politica di Tremonti e sul “caro Marco” della lettera di Napolitano a Pannella. E che Dio ce li mantenga tutti a lungo!

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