
Scoprirete che molti, anzi moltissimi, sono disposti a dare credito a questa ipotesi. E ciò ci rivela almeno due verità. La prima: la magistratura, al pari della politica, non gode di largo prestigio presso la pubblica opinione e su ciò dovrebbero interrogarsi giustizialisti, manettari e quanti non rinunciano alla via giudiziaria al governo. La seconda: Berlusconi ci va a nozze nella polemica con giudici e PM e la rinverdisce ogni volta che sente di dover tirare su il morale alle sue truppe in vista di una campagna elettorale.
In effetti siamo alla vigilia di una tornata elettorale amministrativa ma politicamente (come sempre in Italia) Importantissima. Berlusconi ha scelto di esplicitare il significato politico dell’appuntamento, facendone ancora una volta un voto sulla sua persona e imponendo il terreno della battaglia.
Preoccupa per le sorti del Paese questa presenza ininterrotta della Giustizia nello scontro politico al quale, c’è da dire, una parte della magistratura non si sottrae. L’alfa e l’Omega di questa anomalia ventennale sta in due fatti : il varo di leggi “ad personam” e l’interpretazione delle leggi “contra personam” . Il cosiddetto processo Mills, per mettere al riparo dal quale il parlamento sta ulteriormente accorciando i tempi della prescrizione, è fortemente condizionato da una interpretazione stravagante della legge che questi tempi aveva portato ad allungare.
La parte più ragionevole del Paese, compresa ovviamente l’opposizione, ha molto da riflettere sul fatto che Berlusconi scelga di fare le sue campagne elettorali proprio sui temi che, in una situazione normale, lo metterebbero in crisi. Così come ha da riflettere che a Milano il centro destra teme l’esito del voto non già di fronte ad un candidato del PD, come sarebbe ovvio, bensì di fronte ad un candidato vendoliano che personalmente e come esponente di Rifondazione prima e di Sinistra e Libertà ora, mai ha sposato le posizioni del giustizialismo becero e oltranzista.
Infine, non si dimentichi mai una considerazione se si vuole realmente uscire dalla crisi italiana. I mali attuali (confusione e lotta tra poteri dello stato, democrazia zoppicante, elettorato espropriato delle sue prerogative) derivano tutti dal modo in cui si determinò il passaggio alla cosiddetta “seconda repubblica” nei primi anni novata: in maniera violenta, oscura e semigolpista. Chi pensa di passare dalla “seconda” alla “terza” repubblica con gli stessi metodi prepara non il superamento ma la prosecuzione dell’anomalia italiana.
IL PATTO FINI MAGISTRATI NON C’E’ MA MOLTI CREDONO ALLA PARZIALITA’ DI CERTE INCHIESTE
La parte più ragionevole del Paese, compresa ovviamente l’opposizione, ha molto da riflettere sul fatto che Berlusconi scelga di fare le sue campagne elettorali proprio sui temi che, in una situazione normale, lo metterebbero in crisi. Di Nicola Cariglia

Caro Nicola, scusa se non c’entra nulla con l’argomento del tuo articolo, ma la decisione del governo italiano, ovvero di uno dei partiti che lo sostengono, di iniziare i bombardamenti in Libia mi ha un po’ scioccato. Non tanto per il governo ed il suo leader, perché da questo c’è da aspettarsi di tutto, tra baciamano ed altro ancora; ma per l’opposizione o parte di essa. L’improntitudine, rectius faccia di bronzo, con cui la Finocchiaro ha annunciato che il suo partito non farà mancare il proprio voto di sostegno, caso mai non si trovasse una maggioranza parlamentare che approvi l’azione è stupefacente, ma ci ripoprta il pensiero anche al D’Alema che bombardò la Serbia. Se poi non bastava, stamani arriva la benedizione dal Colle. Non so più che cosa pensare.
Caro Nicola,
La tua analisi è così lucida e precisa, che non occorre aggiungere nulla al riguardo.
Soltanto, che Berlusconi, discreto politico, è percepito giustamente, come un super-dotato nell’economia, superiore persino a Prodi che già era un grande.
L’Italia che aveva avuto bisogno delle super tasse di Prodi, per essere accettata nell’Euro, con Berlusconi ha superato nell’ordine:
Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna.
Purtroppo le risorse naturali dell’Italia sono e resteranno sempre pari a zero, non a caso è uno stivale, dobbiamo presumere che ci toccherà sempre guadagnare il pane con il nostro lavoro e dedizione, perciò non credo, che gli Italiani siano disposti a correre rischi, chiamando al governo qualcuno che non dia pari garanzie di Berlusconi e Prodi dal punto di vista dell’economia (Renzi).
Perciò se vogliamo fare quel nuovo movimento laico e liberale, alternativo a Berlusconi, che tu ci hai sempre indicato, due cose:
Mario Draghi (ha il nome di sinistra e il cognome liberale!)
Federalismo: Basta visitare Santa Croce per vedere che dopo l’Unità, non c’è più nessuno!
L’Italia ha la migliore occupazione del territorio al mondo con almeno cento grandi e belle Città, la Gran Bretagna ha Londra e la Francia ha Parigi, l’Austria Vienna etc.
Ti ricordo pertanto che il modus Italicus è sempre stato l’autonomia Municipale più accentuata, localismo che oggi si gestisce col Federalismo, perché solo le invasioni mascherate della Francia, per rubarci Nizza e Corsica, ci hanno trasformato in stato unitario.
O Federalismo o morte!
W Mario Draghi!