Quando proprio non c’é partita, ovvero quando a Maradona si contrappone l’ultimo degli “scarponi di provincia”. `Se confronti tanto impari si hanno nel calcio, nessun problema, é un sadico divertimento per gli spettatori. Ma quando avviene nella vita pubblica, allora ció contribuisce ad un maggiore sconforto e ad un ulterior calo della fiducia che i cittadini ripongono nelle nostre istituzioni.
Lo “scontro” impari é avvenuto tra l’ex procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna e l’europarlamentare Idv Luigi De Magistris. Il primo, magistrato che ha al suo attivo inchieste su grandi fatti di criminalitá organizzata, mafia e terrorismo e che quasi sempre é riuscito, nei processi, a dimostrare la fondatezza dei suoi atti. Il secondo, magistrato aduso al clamore dei media e che nemmeno una volta ha potato vedere suffragate da un pubblico dibattimento le sue confuse iniziative giudiziarie. E ancora: Vigna che ha sempre tenuto nettamente divise giustizia e politica, De Magistris che si é distinto sempre per il suo saltellare allegramente tra l’una e l’altra. Si potrebbe ancora continuare: l’ex procuratore anti mafia, portata a termine la sua prestigiosa carriera di magistrato ha rifiutato onori e prebende, accettando solo l’incarico di consulente per la sicurezza conferitogli dal sindaco della sua cittá, Matteo Renzi ma pretendendo che fosse a titolo gratuito; l’europarlamentare non si é fatto pregare per assicurarsi i vantaggi del seggio parlamentare a Strasburgo.
Tra i due, la singolar tenzone si é svolta su Giampalo Ganzer, il generale comandante del Ros dei Carabinieri condannato a 14 anni di carcere il 12 luglio per traffico internazionale di droga e che, nelle motivazioni della sentenza, i giudici di Milano accusano di gravissimi reati commessi nelle operazioni antidroga «per raggiungere obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione», pur riconoscendogli il merito di altre importanti e simili operazioni completamente legali.
««Ho osservato la sua correttezza estrema in tutti gli episodi» ha dichiarato Vigna al quale non risulta che Ganzer mettesse in piedi anche operazioni «contrarie alla legge» per «assicurare risultati di immagine straordinari a se stesso e al suo reparto», come sostengono i giudici“. Per lui il generale è stato «un collega leale che in vent’anni ha sempre dimostrato alta professionalità» e «atteggiamento ineccepibile».
Per Luigi De Magistris, invece, la permanenza del generale ai vertici Ros «è un’ombra inaccettabile che rischia di proiettarsi su tutta l’arma dei Carabinieri». E non poteva essere diversamente, considerato che da Magistrato lui le persone le condannava a mezza stampa prima ancora che sapessero di essere indagate.
In conclusione: noi non sappiamo come stiano realmente le cose. Se il generale abbia abusato della sua posizione o se sia vittima di un clamoroso errore giudiziario, come spesso accade quando, per smantellare il crimine organizzato vengono impiegati metodi straordinari e sopratutto infiltrati agenti tra i criminali.
Peró, se Vigna dice una cosa e De Magistris un’altra, un’idea ce la siamo fatta…
P.
IL GENERALE GANZER VIGNA DE MAGISTRIS ED UNA NOSTRA IDEA…
Non sappiamo se il generale abbia abusato della sua posizione o se sia vittima di un clamoroso errore giudiziario, come spesso accade quando, per smantellare il crimine organizzato vengono impiegati metodi straordinari. Peró, se Vigna dice una cosa e De Magistris un’altra, un’idea ce la siamo fatta…(P.)

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