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LE VITE DEGLI ALTRI

A ” le vite degli altri ” , il film capolavoro di Florian Henckel von Donnersmarck, è dedicato un articolo di Luca Bagatin, che con piacere offriamo anche ai lettori di Pensalibero, i quali ricorderanno , sullo stesso film, la recensione uscita su Pensalibero del 10 maggio 2007 che insieme adesso riproponiamo. L’argomento , certo, è di quelli da non dimenticare.

di Luca Bagatin | 17 Novembre 2010

A ” le vite degli altri ” , il film capolavoro di Florian Henckel von Donnersmarck, è dedicato un articolo di Luca Bagatin, che con piacere offriamo anche ai lettori di Pensalibero, i quali ricorderanno , sullo stesso film, la recensione uscita su Pensalibero del 10 maggio 2007 che insieme adesso riproponiamo. L’argomento , certo, è di quelli da non dimenticare.

LE VITE DEGLI ALTRI

‘Le vite degli altri’ di Florian Henckhel Von Donnersmarck è un raro e bellissimo film sui crimini commessi dal servizio di spionaggio comunista, la Stasi, nella Repubblica democratica tedesca (Ddr) prima del crollo del Muro di Berlino. Film tedesco che, oltre a mettere in luce uno dei peggiori avvenimenti della Storia europea degli ultimi decenni come non era mai stata raccontata (come se il nazismo fosse il solo atroce crimine che aveva invaso la Germania), è una storia di redenzione. La redenzione di uno degli agenti della Stasi, il temibile e freddo Gerd Wiesler, capace di torturare psicologicamente gli avversari politici del regime comunista della Germania Est e di far loro confessare i propositi di abbandonare il Paese per raggiungere l’occidente democratico. Wiesler, interpretato dall’ottimo Ulrich Mühe (che nella vita reale fu egli stesso vittima dello spionaggio della Stasi) ha il compito di sorvegliare la vita dello scrittore Georg Dreyman e della sua compagna, l’attrice Christa Sieland. E ciò in quanto quest’ultima è l’amante del ministro della Cultura, Bruno Hempf. Wiesler, ascoltando giorno per giorno – per mezzo di appositi microfoni spia – le vite dei due innamorati, si rende ben presto conto dell’assurdità del suo compito e, allorquando Dreyman scrive clandestinamente un articolo per lo ‘Spiegel’ ove denuncia l’altissima percentuale di suicidi nella Ddr causata dall’oppressione del regime comunista, Wiesler lo copre e insabbia il caso. Christa Sieland, però, temendo di perdere il suo lavoro di attrice, cede ai ricatti del regime e denuncia il compagno. Wiesler entra nuovamente in azione e nasconde le prove che potrebbero incastrare DreLuca Bagatin
(articolo tratto dal blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

LA RECENSIONE DI ADALBERTO SCARLINO DEL 10 MAGGIO 2007 CLICCA QUI

Pubblicato in : Primo piano

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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Le vite degli altri

Il film narra efficacemente la storia e l’ambiente sotto la dittatura comunista. Ci sono voluti 60 anni perchè un film su un argomento come questo uscisse e,in Italia,non venisse boicottato,come accadde a “La Confessione”. di Adalberto Scarlino

di Adalberto Scarlino | 10 Maggio 2007

Magari l’avete già visto,ma a me è sembrato un capolavoro: Le vite degli altri,di Florian Henckel von Donnersmarck. Per noi laici, liberali e socialisti democratici, poi!
Il film narra efficacemente la storia e l’ambiente sotto la dittatura comunista;l’atmosfera di feroce oppressione;il riscatto dell’individuo;i caratteri,i personaggi ,gli attori.Grande!
Cito una fonte insospettabile, Claudia Morgoglione da La Repubblica: “E’ un caso davvero unico, nel panorama internazionale: un regista europeo (tedesco) praticamente sconosciuto, che col suo debutto su grande schermo ottiene un incredibile successo, in tutto il mondo. Aggiudicandosi una pioggia di premi, dai cosiddetti oscar europei all’Oscar vero e proprio, per la migliore pellicola straniera. Un exploit singolare, anche perché il film – bellissimo – affronta un tema oscuro, difficile, certo non popolare: le persecuzioni e lo spionaggio indiscriminato a opera della Stasi, la famigerata polizia segreta della Ddr. Una tragedia che ha pesato per decenni sulla popolazione della Germania Est, e che poi, dopo la caduta del Muro, è stata rimossa, oscurata.”
Diciamolo ai nostri:andate a vederlo;andateci!E magari aggiungiamo che ci sono voluti 60 anni perchè un film su un argomento come questo uscisse e,in Italia,non venisse boicottato,come accadde a “La Confessione”. Ricordate? Uno splendido film, tratto da un bellissimo libro autobiografico di Arthur London. Gli ingredienti per il successo c’erano tutti. Un regista maestro nei films di denuncia, come Costa Gravas; attori come Gabriele Ferzetti, Michel Vitold, Yves Montand e Simone Signoret. Ma aveva un difetto: di rievocare uno dei tanti processi-farsa dei regimi comunisti; quello in cui A. London, viceministro cecoslovacco, fu accusato di tradimento e cospirazione trotzkista. Si trattava perciò di una denuncia appassionata dello stalinismo, dei suoi crimini, delle sue menzogne, e delle cupa e bieca atmosfera totalitaria negli anni torbidi della guerra fredda. Tanto bastò perché in Italia smettesse di circolare, accusato dalla “intellighenzia” ufficiale di essere film greve, verboso e monocorde. Già, perché i film impegnati sul fronte opposto…!

Adalberto Scarlino

Pubblicato in : Cultura ed eventi

Info Adalberto Scarlino

Adalberto Scarlino ha svolto per lunghi anni l’attività di insegnante di italiano e storia nelel scuole medie superiori. Iscritto fin da giovanissimo al Partito Liberale Italiano è stato consigliere comunale di Scandicci negli anni sessanta e, tra gli anni ottanta e novanta, consigliere comunale a Firenze ed assessore nelle giunte Bonsanti, Lando Conti, Bogianckino e Morales. Segretario del circolo culturale Piero Gobetti e co-fondatore del Gruppo dei Centouno , è presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento. E’ autore, con Silvestra Bietoletti, di “Firenze, percorsi risorgimentali ” , Lucio Pugliese editore, seconda edizione 2010.

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