La politica milanese offre non pochi spunti di riflessione, a partire dal ritrovato feeling tra la Moratti e Salvini passando le vicende di expo. Tuttavia i fatti di Marassi (lato stadio e non già lato casa circondariale) hanno privato il pubblico italiano di una parte dello spettacolo calcistico. Ho deciso quindi di dedicare questo mio breve spazio a riparare il torto causato dalle scorribande dei nazionalisti serbi e aprire uno scorcio, in verità modesto, sul grande calcio internazionale.
Chi leggerà in questa cronaca un parallelismo con le primarie del centro-sinistra a Milano, è bene dirlo subito, lo farà a rischio di smentite e con un esercizio della fantasia dal quale non posso che dissociarmi preventivamente. Vi racconterò infatti del girone dell’Oceania dove, dopo che la rappresentativa Australiana ha optato per altri lidi (il girone asiatico), è ormai una partita a tre tra le selezioni di Nuova Zelanda, Figi e Vanatu.
Se la Nuova Zelanda è senza ombra di dubbio la squadra più competitiva, va infatti ricordato che è uscita imbattuta dal mondiale sudafricano e molti critici internazionali ne hanno tessuto le lodi per via delle “architetture” del gioco, i sondaggi vedono in testa la selezione delle Figi (di ben nove punti: tre vittorie o nove pareggi?), squadra che ha una tifoseria equamente divisa tra alta borghesia salottiera e quel che resta dei centri sociali (a quelle latitudini, si sa, sono ancora piuttosto popolati).
La nazionale del Vanatu, che vanta un gioco accademico e costituzionalmente votato al rispetto delle regole, difficilmente potrà essere un vero outsider.
In ogni caso la vincitrice del girone si troverà a fare i conti con la selezione spagnola, vincitrice dell’ultimo mondiale. La sensazione è che nessuna delle tre formazioni sia attrezzata per spaventare gli iberici. Ma si sa, il pallone è rotondo, tutto può succedere. Certo, se parlassimo di politica e di elezioni amministrative, i margini per un risultato a sorpresa sarebbero certamente minori.
Libero Mabello www.leragioni.it

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