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SONDAGGI: PROIEZIONE NEGATIVA PER LE EUROPEE. UNA CATASTROFE PREANNUNCIATA

L’annientamento di una sinistra priva di tessuto morale che non ha credibilità politica. Di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 14 Dicembre 2008

I sondaggi commissionati dall’editoria di sinistra (Repubblica) segnalano l’imminente catastrofe delle elezioni europee. Il Pdl guadagnerebbe qualche cosa, rispetto alle politiche, il Pd perderebbe un altro 5,2%, la sinistra estrema sarebbe al palo, mentre l’unico che festeggia è Di Pietro, che cresce del 3,4 e giunge al 7,8%. Le intenzioni di voto, che vanno prese con le pinze e non tengono conto degli umori nella prossima primavera, non danno l’esatta misura del sinistro dissolvimento, che ha caratteristiche peggiori.

L’annientamento della sinistra estrema è il frutto dell’inconcludenza salottiera di questi comunisti-snob, ma anche del lavoro condotto da Veltroni. Quest’ultimo ha assicurato che non nasceranno più governi tenuti assieme, come con Prodi e D’Alema, dalla sola avversità a Berlusconi. E’ un giusto indirizzo, che comporta la perdita del valore dei voti alla sinistra antagonista. Il guaio di Veltroni è che ha smesso di dipendere da Bertinotti per cominciare a dipendere da Di Pietro, posto che il primo è raffinato e di sinistra, il secondo zotico e di destra. L’elettorato che interpreta il giustizialismo quale arma contro il berlusconismo, pertanto, va giustamente a votare il proprio paladino, con il risultato che la sinistra perde voti.

E se lo merita. Perché quando leggiamo che Violante ritiene esagerato il potere dei magistrati, lui che ci ha marciato fin qui, non si sa se rispondergli o suggerirgli un riparo dalla vergogna. Quando vediamo Domenici, sindaco di Firenze, che s’incatena fuori dalla sede di Repubblica e dell’Espresso, lamentando il fioccare d’inchieste giornalistiche che adombrano comportamenti criminali, salvo non riuscire ad avere ragione di quelle che lui ritiene diffamazioni, perché la giustizia è latitante, sarei tentato di manifestargli tutta la solidarietà, se non fosse che questa gente ha la colpa di avere usato quegli stessi strumenti, quegli stessi fogli, per applicare il giustizialismo agli altri. Una colpa che cade sullo stesso Domenici, cresciuto a sinistra senza aver manifestato lo schifo per quel linguaggio e quei metodi.

La sinistra, allora, perde e perderà perché non ha credibilità politica ed è priva di tessuto morale. Non che altrove abbondino, ma è a sinistra che il grande vuoto è stato occultato dalla grande bugia.

Davide Giacalone
Pubblicato su Libero

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

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