I metodi sovietici utilizzati dal Partito Democratico sul sondaggio politico che prima ha obbligato sindaco e presidente di Provincia a non ricandidarsi e poi è rimasto all’oscuro degli stessi militanti, si sono estesi in questi giorni anche al “Rapporto 2007 immigrazione” realizzato da Asel srl, società partecipata al 50 % dalla Provincia, al 30% dal Comune di Prato, al 10 % dal Comune di Montemurlo e al 10% dalla Camera di Commercio.
Asel è la società pubblica che attraverso studi e ricerche dovrebbe fornire il quadro più oggettivo possibile sulla realtà economica e sociale al fine di motivare la programmazione delle politiche territoriali degli Enti Locali. Tuttavia le conclusioni del rapporto 2007 sul distretto parallelo cinese sono in alcuni casi sconcertanti ed in palese contraddizione con altri studi indipendenti recentemente diffusi, tanto da aver scatenato una accesa polemica sui giornali e la contestanzione del rapporto stesso. Alla base c’è un problema di trasparenza enorme. E’ inconcepibile che una società controllata all’80% dal Partito democratico e al 20% dal Partito dei Comunisti Italiani presenti a porte chiuse ad un manipolo di “interni” una ricerca su un tema chiave che presenta tuttora molti lati sconosciuti e contraddittori per la città. La ricerca è pagata da noi cittadini contribuenti e non è stata diffusa ne’ su internet ne’ in cartaceo. I suoi contenuti sono noti solo attraverso un comunicato dell’ufficio stampa sul cui testo si pretende che la città moduli le sue riflessioni per chissà quanti giorni. E’ mai possibile che questo possa essere accettabile? A che punto di approssimazione, superficialità e spregiudicatezza è arrivata la nostra classe politica? Che tipo di cultura politica è questa, se non una cultura concettualmente sovietica?
Chiediamo alle istituzioni che la ricerca venga resa pubblica immediatamente, corredata dai metodi e dalle tecniche utilizzate, e che venga organizzato al più presto un incontro pubblico nel quale i ricercatori di Asel possano esporre il loro lavoro ai cittadini, ai soggetti associativi, politici, alle categorie economiche della città.
Non vorremmo che la totale occupazione di Asel da parte dei partiti della maggioranza condizioni a tal punto questa società da trasformarla in un centro studi piegato all’indirizzo politico di partito, piuttosto che in un centro studi indipendente ed utile alla conoscenza oggettiva di fondamentali fenomeni economici e sociali della nostra città. Se si parte da premesse supposte oggettive che sono sbagliate le conseguenze delle scelte politiche non potranno che essere fallimentari. Chiediamo inoltre alla Camera di Commercio di Prato, che rappresenta l’unico soggetto non politico presente in Asel, di fare la sua parte in questa legittima richiesta di trasparenza.
Damiano Baroncelli – Lista Civica Giovani e Famiglia

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