Valdo Spini ha sciolto ogni riserva ed e’ ufficialmente candidato a guidare come sindaco la Firenze che uscira’ dalle elezioni amministrative del 2009. Nel corso di una conferenza stampa che si e’ tenuta nella sede dello Spazio QCR (Quaderni Rosselli) ha risposto sì all’ appello di oltre duecento cittadini fiorentini che gli avevano chiesto di candidarsi: una sostanziosa lista di nomi autorevoli, tra cui commercianti, artigiani, docenti universitari, ricercatori, professionisti, responsabili del patrimonio culturale della città, intellettuali, consiglieri comunali e di quartiere.
La sua e’ la prima candidatura ufficiale in attesa del risultato delle primarie interne al Pd e delle scelte delle altre formazioni politiche, tra cui quella del Pdl.
La candidatura dell’ esponente socialista si configura come autonoma dai partiti ma “ancorata ai valori del socialismo liberale dei Fratelli Rosselli” ed appare come una diretta conseguenza del rifiuto del Pd fiorentino di scegliere la strada delle primarie di coalizione limitandosi a quelle di partito. “Un meccanismo che, cosi’ come si sta concretamente svolgendo – ha detto Spini nel corso di una affollata conferenza stampa, cui hanno partecipato molti sottoscrittori dell’ appello – sta mostrando evidenti limiti, essendo i cittadini chiamati a scegliere il candidato a sindaco del Pd tra una pluralita’ di nomi, tutti certamente autorevoli, ma tutti all’ interno di una stessa scelta programmatica”. “Se si fosse invece preferita la strada delle primarie di coalizione – ha spiegato Spini – anche un confronto sui programmi sarebbe stato possibile ed i cittadini avrebbero avuto un motivo in piu’ per scegliere con consapevolezza. La fine dei partiti tradizionali – ha aggiunto – impone oggi un rapporto piu’ diretto tra istituzioni e cittadini, impone di lavorare insieme”.
Quella che candida Spini a sindaco di Firenze, alla fine di un decennio di giunte guidate da Leonardo Domenici, sara’ quindi una lista autonoma, “con una precisa identita’ che deriva dalla mia ben nota collocazione ideale e valoriale”, ma che sara’ “laicamente aperta al contributo di quanti si identificheranno nella soluzione che intendiamo dare ai singoli problemi della citta’, prima tra tutte quella di arrestarne il declino del ruolo sul piano nazionale e internazionale e di andare immediatamente ad una verifica dei tracciati della tramvia e del sottoattraversamento della linea ferroviaria ad alta velocità”. “La tramvia raso Duomo e davanti a Palazzo Medici-Riccardi – ha osservato Spini – modifica l’ immagine dei monumenti più belli della città ed il costosissimo sottoattraversamento con relativa nuova stazione sottoporrebbe Firenze ad un decennio di disagi e di ridotta disponibilità di treni”.
Tra i sottoscrittori dell’ appello a Spini figurano, tra gli altri, , Giuliano Toraldo di Francia, professore emerito di Fisica; Marco Ademollo , Fabrizio Barocchi e Riccardo Pratesi, ordinari di fisica all’ Università di Firenze; Umberto Gori, ordinario di relazioni internazionali; il cantante Narciso Parigi, l’ ex commissario tecnico della Nazionale Italiana di ciclismo, Alfredo Martini; la compagna di John Rosselli, Elisa Benaim Sarfatti, e il figlio di Nello, Alberto; Pietro Egidio Re, generale della riserva, gia’ comandante della Regione Militare Tosco Emiliana; il presidente dell’ Ordine degli Avvocati di Firenze, Roberto Russo; il Soprintendente al Museo delle Pietre Dure, Bruno Santi; l’ ex Direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani; la direttrice del Museo degli Argenti, Ornella Casazza.

Il Valdo Spini si candida per non morire seduto ma in piedi
Poichè la candidatura in un “partito personale” del compagno Valdo Spini apre un caso politico così come il passaggio del compagno Giacomo Mancini al PdL, è significativa questa lettera del compagno e deputato Lucio Barani che riporto:
“Caro Valdo,
la tua candidatura a sindaco di Firenze è il segno di una sofferenza, di un disagio, e di un atto di protesta che senti come socialista riformista nei confronti del partito democratico e dei suoi alleati (PS di Boselli prima, PS di Nencini poi).
Le cose che dici e proponi per Firenze sono vere e sacrosante e noi riformisti nel Popolo della Libertà le sosteniamo da tempo nella nostra proposta programmatica.
Dai un segno più forte e coraggioso e rompi, come ha giustamente fatto l’amico e compagno Giacomo Mancini, scegliendo come interlocutore il Popolo della Libertà dove si trovano oltre il 90% degli elettori che negli anni 80/90 votavano PSI, il nostro glorioso partito .
Solo in questo modo potrai dimostraci che i post – comunisti non ti hanno “ucciso” politicamente, come hanno già fatto con tanti nobili socialisti e con alcuni di questi, come Bettino Craxi, non solo politicamente. L’onorevole Caldoro ed io, con il Nuovo Psi, saremo i primi ad essere felici di poter fare con te quelle battaglie politico-programmatiche necessarie a Firenze ed alla Toscana.
Sull’arroganza catto-comunista, sul giustizialismo dipietrista e sull’irriverenza dei socialisti del PS di Nencini nel PD non dobbiamo insegnarti nulla, conosci tutto e tutti.
Forza Valdo, prendi una decisone socialista e riformista e torna a vivere.
Onorevole Lucio Barani”
Rinnovando la mia richiesta a qualcuno (magari della redazione di Pensalibero) affinché spieghi non solo a Valdo Spini, ma anche alle “200 personalità fiorentine”, che stanno prendendo una cantonata, perché è arrivato il momento che tutta una generazione deve dare il passo, chiedo direttamente a Valdo Spini come colloca la Sua candidatura rispetto al solito “nuovo” centro/sinistra che è già nato con le elezioni regionali in Abruzzo.
Caro Valdo, non è un particolare di poco conto.