Riepiloghiamo: prima Walter Veltroni, segretario “plebiscitato” del PD enuncia alcune linee per una riforma elettorale. Sta sulle generali; non si capisce tutto nei dettagli e forse nemmeno intende dirlo, perché sa bene che poi dovrà andare al confronto con gli altri partiti del suo stesso schieramento e dello schieramento opposto. Comunque si capisce benissimo che intende proporre la fine di questo sistema, non solo elettorale: addirittura la fine della cosiddetta seconda repubblica.
Poi tocca a Silvio Berlusconi, il quale risponde che “si può fare”. Le ragioni per le quali agisce poco importano. Il dato di fatto è che anche Berlusconi dichiara morto e sepolto “questo” bipolarismo, con tutto ciò che esso comporta: questo tipo di alleanze e questo sistema elettorale.
I due, Veltroni e Berlusconi, sono in una botte di ferro: i rispettivi alleati non possono fare altro che esibire tutta la loro impotenza di fronte all’intesa fra i due partiti più grossi.
Ed eccoci ai laici, liberali e socialisti.
Avevano sempre sostenuto la necessità del ritorno al proporzionale, con o senza sbarramento. Avevano sempre denunciato il bipolarismo “bastardo” italiano che non garantiva efficienza e stabilità ai governi: quattro governi in cinque anni dal ’96 al 2001, e Berlusconi che, per durare cinque anni dal 2001 al 2006, aveva rinunciato a compiere le scelte per le quali gli elettori lo avevano mandato al governo.
Allora, perché di fronte ad una occasione come quella attuale balbettano incerti e impauriti? Forse non avevamo sempre detto, tutti, che era la legge elettorale che ci penalizzava? Che se fosse stato introdotto il proporzionale, allora si, avremmo ripreso slancio, perché la cultura laica e liberalsocialista è presente nel Paese ancorché non rappresentata adeguatamente nei partiti e nelle istituzioni?
Si sappia che per il mondo laico e socialista questo è il momento della verità. Occorre raccogliere la sfida e occupare uno spazio autonomo che c’è e non è quello del PD o del partito di Berlusconi.
L’eventuale sbarramento, del 5 o del 4% è la misura dell’ambizione del nostro progetto. A Bertinoro le associazioni, i circoli, ma anche i partiti presenti lo dissero che un eventuale sbarramento non doveva fare paura: se non ci credevamo noi per primi sarebbe stato inutile lanciare la Costituente laica liberale e socialista.
Non sappiamo cosa faranno altri, ma sappiamo cosa occorre fare e cosa faremo noi: un appello a tutti i laici i liberali e i socialisti per dare vita ad un soggetto che sia in grado di affrontare con orgoglio e autonomia la nuova stagione che si va delineando. In questo disegno c’è posto per i vari cantieri già aperti: dalla Costituente socialista a quella liberaldemocratica di Dini, da Capezzone ai repubblicani di Nucara e La Malfa, dal PSDI al PLI. Purchè sentano anch’essi il bisogno dell’autonomia.
Pensalibero

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