A vederlo oggi sembrerebbe all’angolo, isolato e sconfitto. Irriso dagli avversari che gli rinfacciano le spallate mai avvenute, isolato dagli alleati che gli rimproverano mancanza d’iniziativa e una lunga e inopportuna cocciutaggine nel puntare tutto sulla caduta del governo Prodi. E’ un momento “no” per Silvio Berlusconi. Gli va tutto male: il Milan, l’approvazione della Finanziaria in Senato, la stessa leadership della Cdl. Fini, Casini e Bossi sembrano scaricarlo: ha sbagliato, ora basta, ci pensiamo noi.
L’uomo di Arcore era stato bravissimo a celare un certo appannamento d’immagine a seguito di cinque anni di governo in cui non era riuscito a imprimere quella svolta che il Paese attendeva da lui che si era presentato come l’uomo nuovo. Non era stata tutta colpa sua: il suo governo era incappato nell’attentato alle torri gemelle e nella peggior crisi economica del dopoguerra con le tre economie che trainano il mondo in gravi difficoltà, quella Usa, la tedesca e la giapponese. L’euro aveva fatto il resto. Ma vallo a spiegare a chi non arrivava a fine mese che il Bengodi promesso non poteva più arrivare e che la colpa non era sua.
Berlusconi nel bene e nel male è destinato ad essere un protagonista di questa era politica e come tale e’ destinato a subirne i contraccolpi molto più di altri. Oggi come nel 2006 quando riuscì nel miracolo di impattare le elezioni ma non a vincerle.
Una frase di Ponzio Pilato a Ben Hur nel film omonimo (“Roma è grande e quindi grandi sono le sue vittorie ma anche i suoi errori”) spiega perché un errore di Berlusconi si vede di più di quelli degli altri. Oggi infatti sta nelle prime pagine dei giornali avviluppato nel suo sbaglio di aver puntato sulla Finanziaria per far cadere Prodi. Ma è ancora in testa nei sondaggi, mobilita milioni di persone che firmano per votare versando un euro, è l’unico possibile a tenere insieme quel che resta dell’opposizione e riesce perfino a far da collante della maggioranza (quante volte si sarebbe sfasciato il governo Prodi se non ci fosse stata la paura del suo ritorno?). Non è finito ma sembra.
Aveva proprio ragione Ponzio Pilato
Enrico Buffoni
Berlusconi: grandi vittorie grandi errori
Nel bene e nel male è destinato ad essere un protagonista di questa era politica e come tale e’ destinato a subirne i contraccolpi molto più di altri. di Enrico Buffoni

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