Qualcuno dovrebbe presentare una proposta di legge per introdurre il pallottoliere nei seggi elettorali, in modo da utilizzarli al momento dei conteggi.
A Genova è in corso un’inchiesta sulle ultime amministrative del 27 e 28 maggio scorsi. In una sezione, la 378 (Genova medio Levante) un candidato di AN ha presentato un esposto perché, al termine dello scrutinio, si è ritrovato senza nemmeno una preferenza pur votando in quel seggio suoi parenti e amici sui quali avrebbe messo entrambe le mani sul fuoco.
Il controllo delle 400 schede del seggio, fatto dai carabinieri su ordine del pm, ha fatto scoprire cose che la dicono lunga su come, ad ogni livello, vengono contati i voti. La lista di An, data a zero voti di lista e zero preferenze e’ risultata con 52 voti di lista e 38 preferenze espresse dagli elettori; la lista dell’Ulivo, con 18 voti di lista e 18 di preferenza, aveva totalizzato invece 113 voti di lista e 85 voti di preferenza; la lista di Forza Italia conteggiata con 70 voti di lista e 70 di
preferenza e’ risultata con 199 voti di lista e 109 voti di
preferenza. La procura ha inviato sei avvisi di conclusione indagini. Chissà se la stampa dedicherà all’episodio un po’ più di attenzione di quanta ne abbia dedicata alle cinquecentomila schede distrutte o smarrite che non consentono alla Giunta per le elezioni della camera di completare i riconteggi, episodio di cui, fra i pochi, ha parlato invece Pensalibero.

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