Lei, ragioniere, col suo canticchiar distratto e sommesso la canzoncina “Tu scendi dalle stelle..” mentre aggiusta fiocchi e pacchetti de’ più truculenti videogames per i suoi nipotini , è un provocatore e un fondamentalista; nella calamitosa storia della sua famiglia, così come della mia, c’è radicata – secondo la lezione di antiche ed obsolescenti usanze – una tradizione di raccontarsi e farsi raccontare il natale che è stata superata dal progresso contemporaneo dei costumi e delle culture. E dal mercato. Insomma ragioniere la smetta di fare il laudator temporis acti, finisca il suo sciapito gingerino, e vada a riportare indietro quel presepe che ha comprato in liquidazione alle rimanenze della Upim, credendo di far cosa gradita ai suddetti nipotini per festeggiare il natale.
Una storiella noiosa e risentita da un paio di mila d’anni di una coppia di sciagurati nazareni che – lei incinta di nove mesi e lui vecchierello e acciaccato – si mettono in viaggio con un ciuchino tisico per andare, figurati un po’, fino a Betlemme, dove, non avendo prenotato, non trovan da dormire che in un agriturismo affollato di bestiame assortito; lei, tale Madonna, la notte ha le doglie e nasce un pupo mezzo assiderato che lo schiaffano in una lurida mangiatoia, scaldato dal fiato fetido d’un sospetto bue palestinese; a un certo punto se n’ esce in cielo una cometa (o un bengala ?) e accorrono tutti i pastori di Hamas dei paraggi i quali dicono Alleluiah o Allachbar. Tutto lì, capirai ! Materia scarsa anche per una fiction o per un reality, al massimo ci vien fuori un servizio del Pagliara dalla striscia di Ghaza
E’ vero, dopo qualche giorno arrivano anche tre sinistri individui cammellati e pomposi (americani?), dice, a recar doni; per carità niente di utile, niente generi di conforto, roba probabilmente avanzata, e si portan via autobotti di greggio, tant’ è vero che nell’immaginario collettivo in seguito vengono sostituiti dalla Befana, assai più concreta sul piano delle cose che servono e piacciono ai grandi e ai bambini, come si può vedere dalle ricche offerte della Coop.
Insomma su questa stitica storiella ci siamo stupidamente appassionati per secoli, ragioniere; lei, come me, da bambino ha partecipato alacremente all’impresa di metter su la capannuccia, sì insomma il presepe, e inscenare in casa la storiella su quel copione rimaneggiato da decrepite nonne davanti al ceppo nel caminetto, con fuori qualche spruzzo di neve e remoti belati di cennamelle. Lei ha raccolto la borraccina per far prato davanti al simulacro della stalla di sugherone, accartocciato carta da pacchi per far dietro montagne, ritagliato stagnola per far stelle e ruscelli, restaurato pastori acefali e ripittato le pecorelle di gesso un po’ guaste, e sistemato, lustro e bambolone, il marmocchio glorioso nella mangiatoia. Questo ed altro, lo so, ha fatto per Natale, ragioniere.
Ma non pretenderà mica che andiamo avanti con queste stronzate, eh ?
Quando s’apprestasse all’addobbo natalizio del salotto di casa sua e tentasse di sistemarvi al centro il presepe: “Nonno non lo mettere in mezzo che ci s’inciampa…” – le direbbero i piccoli mostri scuotendo la testa “…ecco…li dietro la TV…davanti al gatto Pallacce…” il quale sarebbe l’unico cristiano veramente interessato a quel vecchio teatrino, tirando zampate qua e là sulle statuine dei pastori.
E in questo mondo di cani infedeli dovrebbesi pur contentare di un gatto fedele.
Ettore Borzacchini

Libera satira in libera rete ! E certo : come si disse , la tua libertà dovrebbe finire dove comincia la mia : Ma così non è . Tu sei libero di irridere a credenze altrui , proponendo di annullarle per far posto alle tue . Strano manifesto di libertà,questo . Al punto che non capisco la concessione di simile libertà ad uno solo ….forse per evidenziare la di lui sciocca ignoranza ?