E’ prevista per il 2 dicembre la manifestazione della Cdl contro la Finanziaria del Governo Prodi.
Una manifestazione che vorrebbe rappresentare l’Italia liberale ed antistatalista è e sarà nei fatti la rappresentazione dell’Italia mediatica, mediocre e dagli slogan facili.
Chi scrive non può certo dirsi un sostenitore dell’attuale Governo in carica e tanto meno della Cdl che ha dimostrato in questi ultimi anni la sua natura antiliberale tradendo lo spirito del ’94 quando Berlusconi si presentò agli elettori come il paladino della Rivoluzione Liberale.
Il Cavaliere nel ’99 bollò come “comunisti” i referendum liberali e liberisti dei radicali (unica garanzia di riforma antiburocratica ed antistatalista del mercato del lavoro mai proposta), nonché, una volta andato al Governo, salvo garantire sé stesso, non ha proposto alcunché di liberale né in economia né nell’ambito del diritto ove peraltro con la sua coalizione ha dimostrato grandi simpatie per le istanza clericali provenienti dal Vaticano.
I tanti appelli ad un’Italia moderata non fanno altro che confermare lo spirito controriformista e reazionario della Cdl, la quale avrebbe invece proprio bisogno di una buona dose di estremismo laico e liberale alla Mario Pannunzio (che andrebbe riletto da tutti coloro che anelano ad un liberalismo riformatore).
Per altri versi il centrosinistra al Governo ha dimostrato di non essere in grado di proporre riforme sociali adeguate ad un Paese moderno le cui categorie deboli continuano a rimanere tali ed in cui chi un lavoro lo ha già è sempre più garantito, mentre chi è disoccupato fa sempre più fatica a trovarlo.
Come se non bastasse vi sono un sacco di giovani sottopagati con stipendi al di sotto dei 600 euro mensili ed il Governo Prodi che fa ?
Aumenta le tasse e pensa ad un fantomatico risanamento del Paese.
Cui prodest ? Verrebbe da chiedersi ?
Una sinistra di governo che non si cura dei reali problemi dei suoi elettori che razza di sinistra è ?
Si fa presto ad accusarmi di qualunquismo (dopo 11 anni di militanza politica attiva mi sembra peraltro ridicolo), quando in realtà si tratta di fredde analisi politiche e sociali. E’ triste peraltro vedere come si fronteggino a suon di vicendevoli insulti ed invettive questi due grotteschi schieramenti per colmare i loro vuoti di pensiero e di progettualità politica.
Lo spazio per una moderna forza di Democrazia Laica e Liberalsocialista ci sarebbe tutto. Una forza che sappia coniugare il mercato con la giustizia sociale e che non sia serva né dei potentati economici né di quelli confessionali (come invece avviene con questo bipolarismo all’italiana).
Qualche giorno fa l’amico Aldo Chiarle, socialista sin dai tempi della Resistenza (in cui combatté nella Brigata Garibaldi) ed ancor oggi penna facile ed attenta dell’Opinione delle Libertà e de L’Avanti, mi ha scritto in una sua missiva che un rinnovato socialismo può nascere solo contro questa destra e contro questa sinistra. Come dargli torto. Come dare torto soprattutto a lui, socialista da sempre (suo padre fu peraltro fra i fondatori del Partito Socialista Italiano con Turati nel 1892), da subito schierato dalla parte della libertà con Saragat negli anni ’50 e da sempre insofferente ai facili compromessi.
Auspico pertanto, come già lanciato anche a livello nazionale dal nostro Partito d’Azione Liberalsocialista, la nascita di una Federazione Socialista Liberaldemocratica che veda uniti tutti i portatori di quelle “eretiche” riforme capaci di modernizzare il Paese in opposizione alle culture antidemocratiche troppo spesso dominanti in questa nostra Italia: clericali, fasciste e comuniste.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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