Visco all’inizio degli anni ’90 comprò, insieme alla moglie, un dammuso,tipico rustico arabeggiante dell’isola di Pantelleria. Fece fare dei lavori ristrutturando una cisterna e un ripostiglio, ricavando così due stanze,ma senza il permesso del Comune.Nel ‘94, approfittando del condono edilizio varato dal Governo Berlusconi, fece domanda al Comune per mettersi in regola, pur avendo fortemente contestato il provvedimento di cui si avvaleva.
Il Comune di Pantelleria respinse la domanda e passò l’incartamento al Pretore che lo condannò a 20 giorni di arresto comminando analoga pena alla moglie,in più venne condannato pagare 25 milioni di multa.
Naturalmente Visco, laureato in giurisprudenza e segnatamente in Scienza delle finanze, fece ricorso in appello, ma la corte di Palermo confermò la condanna riducendo la pena dell’arresto a 10 giorni.
Il giurista Visco si incaponì e fece ricorso in Cassazione che, il 22 giugno del 2001, sospese la pena carceraria, ma lo obbligò a distruggere il manufatto. Il 2001 fu nominato docente di scienza delle finanze all’Università di Roma. (continua)
“L’onore non si può togliere, si può solo perdere”
Cechov “Quaderni”
A cura di Battista l’archivista

Visco: dalla Russia col furgone