Ci sono o ci fanno? E, soprattutto, ci credono davvero di poter ancora prendere impunemente per il naso con la storia della magistratura delegittimata da irresponsabili?
Sul fronte dei rapporti politica-magistratura, la notizia di oggi è questa: il giudice Libero Mancuso, uno dei magistrati maggiormente schierati in politica, che solo qualche giorno fa si è distinto per una pesantissima e livorosa “filippica” contro il ministro dell’interno Pisanu, e’ il
nuovo assessore comunale di Bologna “agli Affari generali e
istituzionali, Definizione dell’area metropolitana e rapporti con i
quartieri, Partecipazione, Cittadinanza e diritti e privacy”.
Lo ha nominato il sindaco Cofferati, precisando che le deleghe diventeranno operative dal prossimo 4 Marzo.
Tra le perle di Mancuso, tanto per ricordarne una, le motivazioni della sentenza del processo per l’uccisione di Marco Biagi, densa non solo di argomentazioni giuridiche ma anche di duri attacchi al governo.
Vi si può leggere, per esempio, che «L’allora titolare del dicastero degli Interni si lasciò andare a sprezzanti giudizi verso la vittima, cui il suo successore avrebbe potuto pubblicamente porre riparo. Cosa che non ha ritenuto di dover fare, nonostante l’occasione offertagli da questo processo»
Una critica all’ex titolare dell’Interno, Scaiola (che se la meritava,sia pure in una sede impropria) e all’attuale ministro, che proprio non c’entrava niente.
Qualcosa c’entrava invece l’attuale Sindaco di Bologna Cofferati che quando era segretario della CGIL condusse una vergognosa campagna contro Marco Biagi.
Ma di questa nella sentenza di Mancuso non c’è traccia. E vivranno felici e contenti nella giunta comunale bolognese.
Il giudice Mancuso in giunta con Cofferati
Nomina politicamente inopportuna e inelegante. Libero Mancuso è stato uno dei magistrati maggiormente schierati in politica. Nelle motivazioni della sentenza per l’uccisione di Marco Biagi criticò fortemente l’ex ministro Scaiola per i giudizi sul professore. Ora accetta l’incarico di assessore da Cofferati che da segretario della CGIL condusse una feroce campagna contro Biagi.

C’è un filo che lega tutte queste storie di magistrati lividi verso la politica e pronti ad entrarvi appena si presenta l’occasione (Violante, Paciotti, Di Pietro, D’Ambrosio, Mancuso, etc. etc.
Di che colore è questo filo?