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10, 100, 1000 mal di pancia

Ancora una volta gli orgogliosi no global comunisti, alleati scomodi della sinistra moderata, si sono gioiosamente presi gioco della memoria dei nostri soldati, riscaldandosi al fuoco delle bandiere Israeliane e sfogandosi contro quel “terrorista di Sharon”

di Angelo Marinazzo | 21 Febbraio 2006

Sia ben chiaro, non vogliamo accusare i leader del centro sinistra di aver appoggiato tali facinorosi che con orgoglio inneggiano alla morte dei nostri militari, e tanto meno vogliamo addossare loro responsabilità oggettive, ma nessuno può negare che alla testa del corteo che per le strade della capitale inneggiava ad Hamas -che sogna la distruzione di Israele- ci siano stati i soliti noti della sinistra radicale: Diliberto, Rizzo, Cento e la nuova star della sinistra dura e pura, ovvero quel Marco Ferrando che scaricato da Bertinotti si è preso la sua rivincita tentando di scalare consensi all’interno del suo partito, scegliendo il terreno a lui più fertile, l’appoggio di no-global, disubbidienti, centri sociali, pacifisti anti-americani, antagonisti e anarco-insurrezionalisti e quant’altro.
E ancora una volta in nome di un pacifismo (?) a senso unico queste bellissime persone si sono sentite fiere di cantare slogan che inneggiano alla morte dei nostri militari, (che veramente poco c’entrano con Hamas e la Palestina), e che ancora una volta si sono resi protagonisti di gioiosi fuochi appiccati su bandiere israeliane nei paraggi di piazza Venezia.
Sotto gli occhi dei carabinieri, e tra grida di giubilo in favore di Ferrando, si sono riviste le solite scene di “pacifismo”.
Pochi facinorosi? Sarà… ma non importa quanti siano realmente. Quel che importa è che ad una sinistra guidata da Prodi, Fassino e Rutelli, si affianca una sinistra radicale che non condanna, anzi sembra connivente con questi gruppuscoli che si riscaldano al fuoco delle bandiere di Israele e inneggiano alla morte dei nostri 19 soldati di Nassyria.

Angelo Marinazzo

Pubblicato in : Primo piano

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