Sia ben chiaro, non vogliamo accusare i leader del centro sinistra di aver appoggiato tali facinorosi che con orgoglio inneggiano alla morte dei nostri militari, e tanto meno vogliamo addossare loro responsabilità oggettive, ma nessuno può negare che alla testa del corteo che per le strade della capitale inneggiava ad Hamas -che sogna la distruzione di Israele- ci siano stati i soliti noti della sinistra radicale: Diliberto, Rizzo, Cento e la nuova star della sinistra dura e pura, ovvero quel Marco Ferrando che scaricato da Bertinotti si è preso la sua rivincita tentando di scalare consensi all’interno del suo partito, scegliendo il terreno a lui più fertile, l’appoggio di no-global, disubbidienti, centri sociali, pacifisti anti-americani, antagonisti e anarco-insurrezionalisti e quant’altro.
E ancora una volta in nome di un pacifismo (?) a senso unico queste bellissime persone si sono sentite fiere di cantare slogan che inneggiano alla morte dei nostri militari, (che veramente poco c’entrano con Hamas e la Palestina), e che ancora una volta si sono resi protagonisti di gioiosi fuochi appiccati su bandiere israeliane nei paraggi di piazza Venezia.
Sotto gli occhi dei carabinieri, e tra grida di giubilo in favore di Ferrando, si sono riviste le solite scene di “pacifismo”.
Pochi facinorosi? Sarà… ma non importa quanti siano realmente. Quel che importa è che ad una sinistra guidata da Prodi, Fassino e Rutelli, si affianca una sinistra radicale che non condanna, anzi sembra connivente con questi gruppuscoli che si riscaldano al fuoco delle bandiere di Israele e inneggiano alla morte dei nostri 19 soldati di Nassyria.
Angelo Marinazzo

Lascia un commento