Invitati ad una propria riflessione dal nostro Direttore, hanno dato la loro risposta illustri personaggi della politica locale e nazionale.
Ecco i primi.
Severino Saccardi
Consigliere Regionale DS
Mi pare effettivamente una proposta di buon senso. Da portare avanti.
Parliamone.
Daniele Capezzone
Segretario Radicali Italiani
…ti chiedo veramente scusa, ma -in queste ore e in questi giorni- sono particolarmente nei guai, e non ce la faccio a scrivere.
sono senz’altro d’accordo con l’idea.
abbraccioni, a prestissimo,
d.
Fabio Roggiolani
Capogruppo Verdi in Consiglio regionale
Lo farò al più presto
intanto ho votato il sondaggio a favore dell’idea che mi pare asolutamente ottima un abbraccio
Pieraldo Ciucchi
Capogruppo SDI in Consiglio Regionale
Caro Nicola,
la Tua campagna per l’abolizione delle firme dei sottoscrittori di liste elettorali e corrispettiva cauzione sta nel quadro delle varie campagne che mettono giustamente in risalto quanto l’onere che grava sulla presentazione delle liste elettorali sia esoso e, alla fine, velleitario oltrechè facilmente contestabile nella sostanza.
Mi pare, però assai complicato da applicare e soprattutto inopportuno dal punto di vista politico e, quindi, della sua comprensione, il riferimento che fate alla restituzione della cauzione, a risultato verificato, alle liste che superino appena lo 0,5%; una percentuale che contrasta con l’obiettivo che tutti si dice di perseguire e cioè quello di evitare la eccessiva polverizzazione del nostro sistema politico .
La nuova legge elettorale che di difetti ne ha, e non soltanto quello dell’eccessiva richiesta di firme per la presentazione delle liste, tiene, comunque, ancora abbastanza fermo l’obiettivo della aggregazione e fissa un minimo del 2% da raggiungere all’interno delle aggregazioni.
La Tua proposta punta, in realtà, ad un obiettivo diverso e contrastante e cioè a favorire la presentazione di liste che non si aggregano: da qui la previsione, in sostanza, di un altro sbarramento ad un livello assai più basso ( lo 0’5%) che porta, inevitabilmente a contrapporsi allo spirito con il quale anche la nuova legge elettorale si dice coerente e che comporta inevitabilmente di non favorire una generica polverizzazione del sistema dei partiti.
Non mi pare, quindi, che questo sia il modo per contrapporsi con ragione e diritto alla previsione assurda del numero di firme richiesto dalla nuova legge elettorale.
Fraterni saluti.
Pieraldo Ciucchi
Maurizio Bianconi
Capogruppo AN in Consiglio regionale
Mi pare un’iniziativa giusta.
Le firme ormai sono solo una formalità, generatrice di ogni tipo di illecito, come abbiamo visto.
Nulla preservando il Palazzo e i furbetti del Palazzo, facendo ricorso all’esistenza del gruppo consiliare, è poco, anzi è negativo, sia sotto il profilo di immagine, sia sotto quello fiduciario, sia per il rinnovamento.
La cauzione mi pare un’ottima idea, anche perché non distingue per censo in quanto se una lista rappresenta qualcosa può ricorrere al modesto contributo di ciascuno dei potenziali sottoscrittori e spalmare l’impegno finanziario, verificando il consenso potenziale.
Cordialità

Caro Franco,
se hai seguito su Pensalibero tutto lo svilupparsi della poco edificante vicenda sai che siamo stati durissimi nel denunciare quello che sta “sotto” le versioni di comodo fornite dagli esponenti del PDL. Gli articoli sono facilmente reperibili nell’archivio del sito e si intitolano: QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLE LISTE PDL A ROMA e LA PARTITA TRUCCATA DELLE ELEZIONI ITALIANE. E anche il pezzo pubblicato a proposito del decreto firmato da Napolitano è sulla stessa linea.
Ma questo non deve indurre a sposare le tesi degli attuali finti difensori della legalità interessati soltanto a conseguire una vittoria a tavolino o, nella migliore delle ipotesi, a farla pagare cara a Berlusconi lasciando però così come stanno le cose: cioè con una legislazione e delle procedure studiate apposta per preservare i due partiti più grossi. Insomma: a Di Pietro, a parte del PD ed anche ai radicali della legalità non importa un bel niente. Interessa solo l’autoconservazione e non muoverebbero un dito per tutelare la legalità a favore di qualche formazione nuova o di qualche altro partito. Tutti sanno che, ad essere fiscali, quasi tutte le liste dovrebbero essere escluse perchè le firme sono state raccolte e autenticate ( davvero secondo legge?) in assenza dell’elenco dei candidati. E questo è contra legem.
Insomma: sono recidivi. Anche durante Tangentopoli agivano per lucrare denunciando i peccati e le illegalità che peraltro avevano largamente condiviso.
Napolitano è stato corretto e coraggioso: ha optato per il meno peggio.
Se avessero avuto a cuore la legalità ed il bene comune, quelli che ora scendono in piazza avrebbero dovuto chiedere al PDL ridotto in un angolo l’impegno a rivedere le norme, semplificandole, per rendere più trasparente la contesa elettorale.
Purtroppo nè gli uni nè gli altri vogliono questo.
Un caro saluto, Nicola
Caro Nicola ,sai quale sia la mia posizione politica perciò,non voglio fare il disfattista,ma a mio avviso quando iniziamo una partita ci sono delle regole e vanno ris pettate da qualsiasi parte ci si trovi.
Mi ricordo che in un paese della garfagnana fummo esclusi per il ritardo e forse potevamo giustificarlo il ritardo,però fummo esclusi.Allora se la legge prevede certi limiti perchè non rispettarli tutti? ,Non credo che un partito come il Pdl non avesse la possibilità di presentare le liste prima,e non voglio sapere quali giochi ci fossero sotto, però quando giochiamo se sbagliamo si paga.e si paga per la somma che è in gioco.Non mi interessa se dalle votazioni sono eslusi i partiti protagonisti più importanti della scena politica ,sanno quali impegno hanno verso i loro elettori e devono renderne conto mostrando serietà nel gestire il loro consenso. Però se scendiamo ad acconsentire (come è stato fatto fino ad oggi) a tutte le varianti in corso d’opera,Permetti che io non ci sto.
Nonmi interessa di vedere alla televisione la faccia sofferente di Capezzone che da tutta la colpa alla sinistra ed a Di Pietro,le liste le dovevano portare loro e non gli altri……………
Caro Nicola ,sai quale sia la mia posizione politica perciò,non voglio fare il disfattista,ma a mio avviso quando iniziamo una partita ci sono delle regole e vanno ris pettate da qualsiasi parte ci si trovi.
Mi ricordo che in un paese della garfagnana fummo esclusi per il ritardo e forse potevamo giustificarlo il ritardo,però fummo esclusi.Allora se la legge prevede certi limiti perchè non rispettarli tutti? ,Non credo che un partito come il Pdl non avesse la possibilità di presentare le liste prima,e non voglio sapere quali giochi ci fossero sotto, però quando giochiamo se sbagliamo si paga.e si paga per la somma che è in gioco.Non mi interessa se dalle votazioni sono eslusi i partiti protagonisti più importanti della scena politica ,sanno quali impegno hanno verso i loro elettori e devono renderne conto mostrando serietà nel gestire il loro consenso. Però se scendiamo ad acconsentire (come è stato fatto fino ad oggi) a tutte le varianti in corso d’opera,Permetti che io non ci sto.
Nonmi interessa di vedere alla televisione la faccia sofferente di Capezzone che da tutta la colpa alla sinistra ed a Di Pietro,le liste le dovevano portare loro e non gli altri……………
Conosciuto il risultato, c’è un motivo in più per ringraziare il nostro Premier e la sua maggioranza.
La tua proposta è giusta e sensata.
Una volta in politica, nei partiti, vi erano i signori delle tessere. Oggi ci sono i signori delle firme.
Carlo Colella segreteria nazionale PSDI