I rappresentanti della lista “Socialisti e Laici-Liste Civiche” hanno chiesto al Tribunale di Siena un provvedimento urgente che faccia cessare la distribuzione da parte di Uniti nell’Ulivo dei fac-simile di scheda nei quali risultano alterati i simboli del candidato presidente Renzo Macelloni e quello della lista formata da Nuovo PSI, PRI, PLI, Laici e Liste Civiche.
La richiesta è stata depositata in cancelleria da Mauro Bruni, capolista nella provincia di Siena, dopo che lo stesso Bruni ed il candidato presidente Macelloni avevano sollecitato l’intervento del prefetto.
Nella richiesta si afferma che la diffusione delle schede coi simboli alterati“costituisce un chiaro esempio di pubblicità ingannevole”
Si fa notare che “proprio il simbolo del nuovo partito socialista italiano contiene un immagine di garofano simile alla rosa inserita nel simbolo dei socialisti democratici italiani che è posizionato, nel volantino, di fianco al simbolo che è omesso graficamente come a volerlo sostituire.”
Inoltre “tale pubblicità finalizzata allo svolgimento delle prossime elezioni regionali ha tutte le caratteristiche per indurre in errore gli elettori che si troveranno di fronte, al momento del voto, una scheda elettorale diversa rispetto a quella rappresentata nel volantino e definita come fac-simile di quella reale.
E’ opportuno quindi che si provveda immediatamente e senza alcuna dilazione a far cessare la diffusione di tale materiale propagandistico e di ogni altro materiale che contenga comunque rappresentato il fac-simile della scheda elettorale oggetto di contestazione e che sia disposto a cura e spese della lista Uniti nell’Ulivo la diffusione di corretto materiale propagandistico raffigurante l’esatto simbolo della Lista Toscana Futura e della coalizione costituita da Socialisti Laici e Liste Civiche così come risulta depositato ai fini elettorali.”
Infine si chiede al giudice la diffusione attraverso i quotidiani della provincia di Siena e le televisioni e radio locali, di una informazione a tutti gli elettori che li renda edotti circa l’evidente difformità tra la vera scheda elettorale e il volantino che riporta una scheda definita impropriamente fac-simile.

Lascia un commento