Come volevasi dimostrare. Le primarie, giuste sul piano teorico e sostanzialmente ben accette dagli elettori, hanno dimostrato tutti i loro limiti se usate, come è stato fatto in Toscana, in funzione alternativa alle preferenze. Sotto questo profilo si sono rivelate un bluff. I DS, in pratica l’unico partito che è sceso in campo, Toscana Futura che partecipava per la scelta del presidente si è poi ritirata all’ultimo momento, avevano fatto una campagna martellante. Centinaia di manifesti “Decidi tu” erano stati affissi in tutte le città toscane. Gli elettori sono andati a votare, hanno deciso ma poi quando il risultato del voto non coincideva con quelli che erano desideri e necessità, senza pensarci due volte è stato fatto prevalere l’interesse del partito e non il responso delle urne. Le altre forze politiche non hanno dovuto nemmeno far finta di consultare gli elettori. I loro dirigenti si sono messi a tavolino e hanno stilato le liste, decidendo chi deve essere eletto e chi no. La spregiudicatezza di queste operazioni ha innescato un processo dirompente. Si è visto di tutto. Esponenti di primo piano messi da parte senza pensarci troppo, giovani appena arrivati alla politica gratificati di una ottima posizione in lista e di conseguenza di un posto in consiglio regionale, doppie o triple candidature per essere certi che chi deve essere eletto sia poi eletto davvero. Naturalmente il tutto non è avvenuto senza ripercussioni che, non a caso, rischiano di essere negative principalmente per il centro destra. La ragione di tutto questo è intuitiva e meraviglia che Forza Italia non ne abbia colto preventivamente le implicazioni. Parliamo di Forza Italia perché, almeno sulla carta, è il partito meno strutturato degli altri, vale a dire Ds e AN. Questi hanno anche un retroterra che viene da lontano e che costituisce un forte collante. Per gli azzurri invece l’abolizione delle preferenze rischia davvero di essere un autogol. I risultati, ne siamo certi, lo dimostreranno. Quando si compone una lista tutti, o almeno gran parte dei candidati, sono convinti di avere ottime carte da giocare. Per molti il responso delle urne sarà deludente ma la delusione e la rabbia per non essere fra gli eletti, scatta dopo il voto. Prima di quel momento tutti sono impegnati a tirare la carretta, in pratica si sentono, e in quel momento sono, degli eletti, almeno in potenza. Se invece, come è nel caso di un voto senza preferenze, già prima del voto si sa chi dovrà andare in consiglio, si riduce automaticamente il numero di persone che sono impegnate al massimo nella ricerca dei voti. Non solo. C’è anche un rischio maggiore. I delusi, sentendosi vittima di un’ingiustizia, possono essere tentati di non andare a votare o addirittura di uscire dal partito magari per passare ad una forza concorrente.
Ci sono poi ragioni etiche che depongono a favore di una libera scelta degli elettori. Poco più di dieci anni fa un forte movimento di opinione portò all’abolizione della preferenza multipla per non dare ai partiti la possibilità di vanificare, con accordi sottobanco, la scelta dei cittadini. Ora abolendo anche quell’unica preferenza, si è restituito alle forze politiche, almeno in Toscana, il potere che gli si era tolto. Pagando interessi del 500%.
C’è poi un’altra considerazione da fare ed quella che è stata alla base della denuncia di Toscana Futura e della sua decisione di ritirarsi dalla competizione delle primarie. Il Garante per la Privacy aveva espressamente detto che gli elettori dovevano votare alle primarie senza per questo dichiarare il loro voto. Invece la circostanza che partecipavano solo due forze politiche, Ds per i candidati e Toscana Futura per il Presidente, unita alle indicazioni date dalla regione ai presidenti di seggio, che prima di consegnare la scheda chiedevano quale delle due l’elettore volesse, faceva si che venisse violata la privacy in modo clamoroso.Un eventuale ricorso avrebbe inficiato tutto il procedimento e reso visibile che la regione con la sua scelta non ha fatto altro che buttare al vento dai 4 ai 500mila euro.
PRIMARIE E PREFERENZE. LA SCELTA DELLA TOSCANA SI E’ RIVELATA SBAGLIATA. TOGLIERE LA PREFERENZA AGLI ELETTORI SIGNIFICA RESTITUIRE FIATO ALLA PARTITOCRAZIA
Presentate le liste l’alibi è caduto. I Ds, dopo aver consultato gli elettori con le primarie, hanno fatto come hanno voluto. La denuncia di Toscana Futura

….oh, perbacco !
Ed il costo di 15 consiglieri in più, a quanto ammonterà (ed in modo continuativo, non una tantum )? E per i portaborse ?
A me sembra che con questo tipo di sdegni si faccia solo il solito giochino delle tre carte ! Ma siamo seri ! Se si crede di recuperare l’astensionismo con tali manfrine,mi pare si sia completamente fuori strada !