Un libro di ricordi ordinatamente conservati in un settimanile: sette cassetti da aprire con un po’ di nostalgia mista a ironia.
Natale si avvicina e allora cominciamo a pensare ai consigli per i regali. Sarà perché amo nell’ordine i libri e i film e di film parlo spesso, non mi resta che parlarvi di libri.
I libri vanno letti, vanno regalati a chi li sa apprezzare e a chi cerca di imparare l’uso corretto del congiuntivo, a chi vive i ricordi e le fantasie degli altri e legge per confrontarli o ritrovare i suoi. E allora quale occasione migliore che ritrovarsi a sfogliare “Sette storie nel cassetto” in un ambiente un po’ particolare e ritrovarsi a casa, a notte fonda, a leggere l’ultimo racconto.
Partendo da un vecchio settimino, un mobile che si trovava nelle case delle nostre nonne, detto anche settimanile perché destinato a conservare nei suoi cassetti la biancheria che poteva servire per una settimana, Laura Vignali inanella un racconto di sette storie , una per ogni cassetto, per sollecitare la nostra lettura.
Adriana la voce narrante, una figura mossa dal desiderio compulsivo di dare un ordine a tutte le cose, apre i cassetti del vecchio mobile destinato al rigattiere e allo stesso tempo permette ad alcuni oggetti di riaffiorare e percorrere “il sentiero della dimenticanza”.
Troviamo riflessioni filosofiche sul concetto di tempo, psicanalitiche sull’impulso di conservare e classificare legate al desiderio e alla necessità di rivivere sensazioni e ricordi di un tempo ormai passato, un’analisi del proprio io, l’uso del complemento di argomento come sottotitolo di ogni racconto. Questo e molto altro ancora nell’ultimo libro di Laura Vignali che sembra uscire dal filone del giallo cui Laura ci ha abituati ma ne conserva intatte le note a tratti ironiche, a tratti tragiche che contraddistinguono la sua scrittura.
In ogni racconto al prologo di Adriana seguono le riflessioni dei due protagonisti/antagonisti mentre la chiusura è sempre di Adriana che ci informa delle varie conclusioni e ci fa riflettere sul fatto che il caso non segue il nostro filo logico, agisce all’improvviso e spesso in maniera diametralmente opposta a quello che noi pensavamo. Insomma se i racconti fossero un film questo sarebbe un fantasy in cui protagonista e antagonista, eroe e antieroe si scambiano alternativamente i ruoli in un continuo gioco delle parti.
Dicevo all’inizio di aver trovato il libro in un ambiente un po’ particolare: faceva bella mostra di sé su un tavolo, circondato da altri fratelli accomunati da un sottile filo giallo e dalla firma di Laura Vignali. Nota particolare il tavolo e i libri, in una domenica di fine novembre erano non in una libreria, né in una biblioteca , ma erano dentro l’enoteca da David e mentre nella stanza in fondo, foderata di bottiglie, si esibiva il coro polifonico “San Biagio” con cori e stornelli, gli amici leggevano, si scambiavano opinioni, ascoltavano o seguivano il coro, assaggiavano e degustavano, questo perché la cultura a Pistoia è partecipazione, è spumeggiante, piena di fantasia , di voglia di leggere e far leggere, è saper ascoltare, discutere, far conoscere tutte le sfumature di quello che può aiutare ad essere migliori con noi e con li altri.
Laura Vignali Sette storie nel cassetto Effigi Ed. Euro 12

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