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In attesa del derby Arfio Giorgia / Giorgia Arfio

di Carla Ceretelli | 8 Novembre 2015

E quien sabe anche Gnazzio terzo incomodo.

Nel belpaese  anche i topi di Tribunale ballano.

E  l’aspetto  temporale del potere spirituale  fa le piroette.

Il supplente vicario commissario sta in Vaticano e il Sindaco di Roma è Francesco che non se la passa tanto bene, al di là delle maligne e sgradevolissime illazioni sulla sua salute. La chiesa sta facendo acqua da tutte le parti. Ormai il vaso è scoperchiato.

E il Vaticano è senza pace mai visto tanto fermento in quelle stanze sacre.  Indagini per le fughe di notizie su documenti riservati. Per il corvo  anzi la corva che sta parlando. Il Segreto.. ci scriveremo un best seller ipotetico. Chiederemo naturalmente consulenza a Dan Brown. L’Immacolata.. maddai non è possibile. Qualcuno, un noto criminologo,  sostiene che   in posti come quelli non si nominano  giovani donne, “specialmente se belle e avvenenti, magari ambiziose. Le donne, generalmente, sono disposte più degli uomini al gossip e qualche riservatezza manca, o peggio sono strumentalizzate o  cercano vantaggi  per la loro bellezza. Ma avete mai visto una donna nei servizi segreti? Ci sarà un motivo..”. Certo, Bruno,  invece gli uomini sono cherubini. Ma bisogna riconoscere che l’infornata di giovani donne  in questi mondi riservati non ha davvero portato ventata di serenità. E non solo in Vaticano. Il criminologo ipotizza anche l’attacco complottistico non a Francesco ma al Papa Emerito…Chi vivrà vedrà. E Francesco si sgola sul pauperismo mentre il suo regno è costellato da rubinetti d’oro.  Ecco il paradosso che fa allontanare  dalla chiesa anche i credenti.  “Un credente non può parlare di povertà e vivere come un Faraone”. Ma, dico! Punto.  Ma già all’orizzonte  nuovi vescovi per la rivoluzione di Francesco. Scelte in discontinuità. Fanno scalpore  questi attacchi feroci e forse eccessivi alla chiesa, tanto da scatenare eccessi iracondi da parte anche di Radiomaria. Semplice. Perchè sono insopportabili quelli che predicano bene e razzolano male, abituati da sempre a sottomettere gli altri, quelli che si lasciano sottomettere, naturalmente. E con tutte le dovute e opportune eccezioni.

Intanto abbiamo visto il Tronca che gli  bacia i piedi . Certo in segno di rispetto e devozione come è giusto che sia. Ma anche qui  la moderazione  sarebbe auspicabile.

Non ci  preoccupa  più di tanto che baci la pantofola  se fa bene il suo lavoro senza guardare in faccia nessuno, compreso el papa de oro. Può baciare ciò che vuole.

 

Caos capitale

Si invoca  il ritorno alla politica che non pare proprio pronta per tornare. A Roma oggi non c’è un candidato che goda di una simpatia maggioritaria dei romani e  che provenga dalla politica. Si fa strada ancora una volta l’idea che  un commissario supremo o  l’arrivo, non neo,  da un altro ambito,  del bell’ Arfio  possa assumere la responsabilità di guidare questa città martoriata.

Una Capitale senza sindaco ospita il Giubileo. Roma “politica” sembra avere smarrito il suo linguaggio universale. Resta solo il Vaticano?

Ma c’è la Giorgia  che arranca  a muso duro e ha risposto per le rime  all’indicazione di  Silvio su Alfio, imprenditore, giocatore di polo  palazzinaro  e comunista di famiglia.. ossimoro da non sottovalutare. Magari  per ribadire che ormai la leadership del centrodestra non può restare, come  in una monarchia,  ad vitam  a chi negli ultimi tempi ha di fatto abdicato. La rivendicazione di autonomia rispetto a Berlusconi ci sta tutta. Nonostante alcuni giorni fa un test casalingo indicasse la supremazia della ragazza dalla parola facile da scioglilingua capitolino, oggi Alfio pare oggettivamente il candidato più gettonato in questa fase, quello che ha più chance.  Se ci si affranca da  preferenze politiche e si ragiona  in termini realistici  a oggi la soluzione arfiesca  resta la più probabile.  Ma attenzione.. figaro qua figaro là. Tutti lo vogliono tutti lo cercano, forse troppi. E sappiamo anche come i candidati precoci non sempre fanno una bella fine.

Di contro La Giorgia cavalca il patriottismo di area. Non è neppure auspicabile che la destra torni a governare l’urbe. Ma è giusto e opportuno che una ragazza giovane e sveglia e pare anche preparata se pure sguaiatina  si faccia avanti. E poi è romana de roma, con la coda alla vaccinara in alternanza a  pajata  attaccate alla bocca in continuo movimento. Rappresentante di una svolta e al tempo stesso come continuità di una destra ideale.

La giustizia non se la passa meglio

Il tasso di onestà, dignità e trasparenza della classe politica è l’indicatore precipuo  dello stato di salute di un  paese . Uno Stato efficiente  ha bisogno  e si sostiene con  pesi e contrappesi, controllati e controllori. E se la  politica è malata terminale se non in coma, non  sfugge che il contrappeso giustizia non è messo meglio.  Il CSM sospende  dalle funzioni Silvana Saguto, presidente della sezione Misure di prevenzione antimafia del tribunale di Palermo,  indagata per corruzione che,  secondo l’accusa ne avrebbe  combinate di tutti i colori, compreso l’acquisto di  una laurea al figlio.

Ci ricorda vagamente una tipa,  un prefetto, ministro monti/letta. Scomparso nell’ombra della brughiera. Quella che bacchettava tutti…interni  prima  giustizia dopo coniugata con un   ex farmacista  che aveva giocato con le  fustelle false, scontando,  per carità , la sua penina. Per non parlare dei due pesi e le due misure per gi amici degli amici. Via via, che fine ha fatto la signora.

 

Tutti benpensanti contrari giustamente alla carcerazione preventiva non possiamo esimerci dal chiederci per qual motivo  Mantovani è da un mese a San Vittore sospettato di aver ottenuto uno sconto sospetto sulla ristrutturazione di casa mentre un alto magistrato ,  accusato di corruzione è tranquillamente a casa sua. Perché a un imprenditore indagato i magistrati spesso bloccano beni e conti correnti mentre a Saguto, sia pur sospesa per infamia, il Csm ha riconosciuto l’erogazione di un assegno di mantenimento pari ai due terzi dell’ultimo stipendio.

Ma soprattutto ci chiediamo come è possibile che  la signora  abbia combinato per anni tante cosette sporche  senza che colleghi e superiori abbiano mai sospettato nulla. Incapacità, complicità, soggezione.. la conclusione è che siamo di fronte a una magistratura infetta,  che provoca una sospensione della democrazia ben più grave dei danni che Marino e affini  hanno provocato a Roma.

Del resto le leggi non sono sbagliate, a volte si applicano in modo diverso. Oppure si interpretano alla bisogna.

 

Nota a margine

Si può sbagliare siamo tutti esseri umani ma in questi giorni è nato un nuovo sport, estremo.

Quello di attaccarsi alle funi del cielo e arrampicarsi sugli specchi in contemporanea.

Non si sa più  chiedere scusa e basta evitando di scivolare ancora di più  nella melma.

Lui sa che io so non era minaccia.

Fra Marino e Mineo, fra gli altri,  hanno fatto a gara. Con quelli di sinistra italiana.. che pare una sinistra di destra. Siamo alla paranoia bipolare.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, assegno di mantenimento, berlusconi, chiesa, classe politica, conti, danni, democrazia, figlio, giovani, gossip, lavoro, leadership, magistratura, misure, monti, movimento, nato, palermo, roma, sinistra italiana, soluzione

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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