E quien sabe anche Gnazzio terzo incomodo.
Nel belpaese anche i topi di Tribunale ballano.
E l’aspetto temporale del potere spirituale fa le piroette.
Il supplente vicario commissario sta in Vaticano e il Sindaco di Roma è Francesco che non se la passa tanto bene, al di là delle maligne e sgradevolissime illazioni sulla sua salute. La chiesa sta facendo acqua da tutte le parti. Ormai il vaso è scoperchiato.
E il Vaticano è senza pace mai visto tanto fermento in quelle stanze sacre. Indagini per le fughe di notizie su documenti riservati. Per il corvo anzi la corva che sta parlando. Il Segreto.. ci scriveremo un best seller ipotetico. Chiederemo naturalmente consulenza a Dan Brown. L’Immacolata.. maddai non è possibile. Qualcuno, un noto criminologo, sostiene che in posti come quelli non si nominano giovani donne, “specialmente se belle e avvenenti, magari ambiziose. Le donne, generalmente, sono disposte più degli uomini al gossip e qualche riservatezza manca, o peggio sono strumentalizzate o cercano vantaggi per la loro bellezza. Ma avete mai visto una donna nei servizi segreti? Ci sarà un motivo..”. Certo, Bruno, invece gli uomini sono cherubini. Ma bisogna riconoscere che l’infornata di giovani donne in questi mondi riservati non ha davvero portato ventata di serenità. E non solo in Vaticano. Il criminologo ipotizza anche l’attacco complottistico non a Francesco ma al Papa Emerito…Chi vivrà vedrà. E Francesco si sgola sul pauperismo mentre il suo regno è costellato da rubinetti d’oro. Ecco il paradosso che fa allontanare dalla chiesa anche i credenti. “Un credente non può parlare di povertà e vivere come un Faraone”. Ma, dico! Punto. Ma già all’orizzonte nuovi vescovi per la rivoluzione di Francesco. Scelte in discontinuità. Fanno scalpore questi attacchi feroci e forse eccessivi alla chiesa, tanto da scatenare eccessi iracondi da parte anche di Radiomaria. Semplice. Perchè sono insopportabili quelli che predicano bene e razzolano male, abituati da sempre a sottomettere gli altri, quelli che si lasciano sottomettere, naturalmente. E con tutte le dovute e opportune eccezioni.
Intanto abbiamo visto il Tronca che gli bacia i piedi . Certo in segno di rispetto e devozione come è giusto che sia. Ma anche qui la moderazione sarebbe auspicabile.
Non ci preoccupa più di tanto che baci la pantofola se fa bene il suo lavoro senza guardare in faccia nessuno, compreso el papa de oro. Può baciare ciò che vuole.
Caos capitale
Si invoca il ritorno alla politica che non pare proprio pronta per tornare. A Roma oggi non c’è un candidato che goda di una simpatia maggioritaria dei romani e che provenga dalla politica. Si fa strada ancora una volta l’idea che un commissario supremo o l’arrivo, non neo, da un altro ambito, del bell’ Arfio possa assumere la responsabilità di guidare questa città martoriata.
Una Capitale senza sindaco ospita il Giubileo. Roma “politica” sembra avere smarrito il suo linguaggio universale. Resta solo il Vaticano?
Ma c’è la Giorgia che arranca a muso duro e ha risposto per le rime all’indicazione di Silvio su Alfio, imprenditore, giocatore di polo palazzinaro e comunista di famiglia.. ossimoro da non sottovalutare. Magari per ribadire che ormai la leadership del centrodestra non può restare, come in una monarchia, ad vitam a chi negli ultimi tempi ha di fatto abdicato. La rivendicazione di autonomia rispetto a Berlusconi ci sta tutta. Nonostante alcuni giorni fa un test casalingo indicasse la supremazia della ragazza dalla parola facile da scioglilingua capitolino, oggi Alfio pare oggettivamente il candidato più gettonato in questa fase, quello che ha più chance. Se ci si affranca da preferenze politiche e si ragiona in termini realistici a oggi la soluzione arfiesca resta la più probabile. Ma attenzione.. figaro qua figaro là. Tutti lo vogliono tutti lo cercano, forse troppi. E sappiamo anche come i candidati precoci non sempre fanno una bella fine.
Di contro La Giorgia cavalca il patriottismo di area. Non è neppure auspicabile che la destra torni a governare l’urbe. Ma è giusto e opportuno che una ragazza giovane e sveglia e pare anche preparata se pure sguaiatina si faccia avanti. E poi è romana de roma, con la coda alla vaccinara in alternanza a pajata attaccate alla bocca in continuo movimento. Rappresentante di una svolta e al tempo stesso come continuità di una destra ideale.
La giustizia non se la passa meglio
Il tasso di onestà, dignità e trasparenza della classe politica è l’indicatore precipuo dello stato di salute di un paese . Uno Stato efficiente ha bisogno e si sostiene con pesi e contrappesi, controllati e controllori. E se la politica è malata terminale se non in coma, non sfugge che il contrappeso giustizia non è messo meglio. Il CSM sospende dalle funzioni Silvana Saguto, presidente della sezione Misure di prevenzione antimafia del tribunale di Palermo, indagata per corruzione che, secondo l’accusa ne avrebbe combinate di tutti i colori, compreso l’acquisto di una laurea al figlio.
Ci ricorda vagamente una tipa, un prefetto, ministro monti/letta. Scomparso nell’ombra della brughiera. Quella che bacchettava tutti…interni prima giustizia dopo coniugata con un ex farmacista che aveva giocato con le fustelle false, scontando, per carità , la sua penina. Per non parlare dei due pesi e le due misure per gi amici degli amici. Via via, che fine ha fatto la signora.
Tutti benpensanti contrari giustamente alla carcerazione preventiva non possiamo esimerci dal chiederci per qual motivo Mantovani è da un mese a San Vittore sospettato di aver ottenuto uno sconto sospetto sulla ristrutturazione di casa mentre un alto magistrato , accusato di corruzione è tranquillamente a casa sua. Perché a un imprenditore indagato i magistrati spesso bloccano beni e conti correnti mentre a Saguto, sia pur sospesa per infamia, il Csm ha riconosciuto l’erogazione di un assegno di mantenimento pari ai due terzi dell’ultimo stipendio.
Ma soprattutto ci chiediamo come è possibile che la signora abbia combinato per anni tante cosette sporche senza che colleghi e superiori abbiano mai sospettato nulla. Incapacità, complicità, soggezione.. la conclusione è che siamo di fronte a una magistratura infetta, che provoca una sospensione della democrazia ben più grave dei danni che Marino e affini hanno provocato a Roma.
Del resto le leggi non sono sbagliate, a volte si applicano in modo diverso. Oppure si interpretano alla bisogna.
Nota a margine
Si può sbagliare siamo tutti esseri umani ma in questi giorni è nato un nuovo sport, estremo.
Quello di attaccarsi alle funi del cielo e arrampicarsi sugli specchi in contemporanea.
Non si sa più chiedere scusa e basta evitando di scivolare ancora di più nella melma.
Lui sa che io so non era minaccia.
Fra Marino e Mineo, fra gli altri, hanno fatto a gara. Con quelli di sinistra italiana.. che pare una sinistra di destra. Siamo alla paranoia bipolare.

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