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La fine della crisi

di Angelo Giubileo | 8 Novembre 2015

In questi anni di crisi, per l’Italia due sono i dati comparativi registrati maggiormente significativi: l’aumento della spesa e la diminuzione degli investimenti.

Per un qualsiasi comune cittadino, è praticamente impossibile capire i meccanismi e i criteri che regolano l’economia mondiale e che nel passato decennio hanno certificato nel nostro paese  l’emergenza di una crisi ed oggi invece certificherebbero un inizio di ripresa economica. Che significa, in breve, un periodo in cui l’andamento dell’economia ritorna alla crescita stabile e quindi, ancora più semplificando, i tassi d’interesse riprendono a salire in maniera adeguata.

Almeno in Italia e negli altri paesi denominati PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), l’ultima crisi è stato un effetto immediato dell’aumento del debito pubblico. Nell’ambito di un’economia globale, che ha favorito la crescita di paesi emergenti come i BRICS (Brasile, Russia, Indica, Cina, Sudafrica), il debito dei paesi europei in difficoltà poteva causare oltre che l’instabilità della nuova moneta anche il crollo del progetto politico targato UE. Ad evitare ciò, è intervenuta soprattutto la BCE del governatore Mario Draghi, attuando misure “comuni” di politica monetaria. Cosa che invece non è stata possibile per le misure di politica fiscale, che, fatte salve le acquisizioni del Fiscal Compact, compete ancora alle diverse gestioni di ogni singolo paese membro dell’Unione.

Pertanto, in ambito UE, la crescita di un paese resta ancora legata al proprio corrispondente sviluppo. In un qualsiasi manuale di economia politica ad uso degli istituti superiori, in un’economia aperta, com’è in effetti l’economia globale del presente, il reddito nazionale (Y) è dato dalla somma di consumi (C), investimenti (I), spesa (G) e la differenza tra esportazioni (Ex) e importazioni (IM). In breve, Y=C+I+S+(Ex – IM).

In questi anni di crisi, per l’Italia due sono i dati comparativi registrati maggiormente significativi: l’aumento della spesa e la diminuzione degli investimenti. In un’ampia intervista concessa al Sole 24 ore, tra le molte cose dette, Draghi ha sottolineato che “il sentiero su cui deve muoversi la politica fiscale è stretto, ma è l’unico disponibile: da un lato assicurare la sostenibilità del debito, dall’altro sostenere la crescita. Se i risparmi in conto interessi vengono utilizzati per la spesa corrente, aumenta il rischio che il debito torni a essere insostenibile quando i tassi d’interesse aumenteranno. E’ l’ideale se invece vengono spesi per investimenti pubblici il cui tasso di rendimento è tale da ripagare gli interessi quando questi cresceranno”.

Pubblicato in : MetamorfosiTag: anni, bce, brasile, cina, crisi, debito pubblico, draghi, grecia, intervista, italia, mario draghi, misure, paesi europei, politica monetaria, spagna, sviluppo

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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