Terrorizzata dalla possibilità che qualcuno possa attribuirmi la cosa, faccio velocissimamente la pipì e schizzo fuori dal bagno come un grillo.

Mi intrattengo a lungo con un signore appena conosciuto in un’azienda aspettando di essere ricevuta, poi lo saluto chiedendo gentilmente di indicarmi il bagno.
Lui mi indica quello dei dipendenti. Vai pure lì.
Ok grazie! Vado! Ciao, ciao. A presto.
Quindi vado.
È occupato e la cosa si fa lunghetta.
Il perché lo immagino dai ripetuti tiri di sciacquone che sento da fuori e una volta entrata ne ho la certezza, mano sul fuoco, chiaro come il limone: cacca.
Terrorizzata dalla possibilità che qualcuno possa attribuirmi la cosa, faccio velocissimamente la pipì e schizzo fuori dal bagno come un grillo. Anche perché di tempo ne era passato.
Dovete sapere che per le donne la cacca è cosa seria. Le femminucce non la fanno. Fa brutto, lo si impara fin dall’asilo.
Io ad esempio, non la faccio da anni.
Mai nei luoghi pubblici. Mai nelle aziende. Mai nei bagni dei dipendenti delle aziende, che come vederlo una volta che succede se ne accorgono e poi pensano a vita che io vada per aziende a fare la cacca nei bagni degli altri.
Che la facesse a casa sua, quella puzzona!
Esco dal bagno.
Trovo lui.
Sorrido con aria colpevole.
Lui mi sorride,
ed entra in bagno.
the end

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