
Ill.mo Presidente,
quando Ella, rompendo ogni indugio (e remora costituzionale), ha insediato il governo Monti, una parte degli Italiani ha applaudito senza riserve e con entusiasmo per motivi diversi. C’era chi vedeva finalmente coronata la voglia di togliersi dalle scatole Berlusconi; chi vedeva nel nuovo governo dei “tecnici”, della finanza e delle banche la via maestra per riconciliarsi con l’Europa e con la tollerabilità degli spread; e chi, non nascondiamocelo, l’inizio di una nuova stagione nella quale tutta la politica dovrebbe essere commissariata. Portavoce di costoro, era la garrula presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, quotidianamente impegnata in ultimatum ad horas per sollecitare a destra e manca, ma soprattutto al governo italiano, misure indifferibili se si vuole evitare che la barca affondi. Costei ora tace: ma in fin dei conti Confindustria è solo il sindacato dei ricchi. Contenti loro, si tengano la signora, a bocca chiusa come a bocca aperta.
Ma noi, signor Presidente, Le scriviamo a nome di un’altra parte degli Italiani: quelli che non hanno taciuto lo strappo dalla Costituzione, il commissariamento della democrazia ed il furto di sovranità popolare indiscutibilmente rappresentati dal nuovo governo. E, ciò nonostante, pur non condividendola, Le hanno dato atto di una assunzione di responsabilità, meditata e sofferta, che Ella sentiva di accollarsi nell’interesse del Paese.
Anche questa parte di Italiani è ampia e converge nel giudizio con motivazioni diverse.
A tutti, ma soprattutto a questi Italiani, Lei deve ora un ulteriore impegno. Non può rinchiudersi nel silenzio come la signora Marcegaglia, a capo di una istituzione rappresentativa di interessi privati.
Lei, giustamente, per anni, è intervenuto discretamente per evitare insopportabili sbarellamenti dei governi in carica, di centrodestra e di centrosinistra, senza distinzioni.
Sul governo attuale c’è il suo responsabile imprinting. Non può tacere mentre passano i giorni e le settimane, e l’esecutivo si occupa di futilità, dà pessima prova sui sottosegretari, e, soprattutto resta inerte sulle misure che, appena due settimane prima, dovevano essere approvate a tamburo battente altrimenti in Europa si arrabbiano. Ci dica, cortesemente, se almeno Lei sa qualcosa. Ci assicuri che prima di parlarne con Merkel e Sarkozy, Mr. Monti ha informato doverosamente almeno il Presidente della Repubblica italiana. E, almeno un po’ di fretta, un leggerissimo cambio di passo lo pretenda anche da questo governo: non di centrodestra, non di centrosinistra e non tante altre cose.

Che bello: lo condivido!