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Profondamente profughi. Inesorabilmente. Il balletto delle ipotesi

di Carla Ceretelli | 14 Settembre 2015

Non si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua. Chi non fa regali, non apprezza regali. Tu cerchi Dio in Terra, e sei disposta a qualsiasi menzogna pur di inventarlo. Ma Dio non si inventa, e neppure l’amore. L’amore è un dialogo, non un monologo.

Oriana

Ci siamo ricordati della solidarietà internazionale perché è diventata un’azione radical chic però ci dimentichiamo del vicino italiano esodato o senza casa o senza lavoro. Non siamo mai stati avanti ma adesso stiamo tornando inesorabilmente molto indietro.

La storia europea è una storia di rifugiati tuona Juncker dall’alto del suo baldacchino.

Ce ne dobbiamo fare una ragione. Tutto è cambiato sotto gli occhi in un battibaleno. Durante l’estate ipertorrida discutevamo di migranti immigrati clandestini rifugiati..

Oggia siamo davanti a un fenomeno inarrestabile. Perfino l’Europa s’è desta dal torpore soporifero/distratto  e furbetto. Quando hanno cominciato a muoversi profughi di lusso.

I richiedenti asilo in Gran Bretagna la cui domanda fosse respinta dovranno essere cacciati d’ora in avanti dai padroni di casa senza indugio, anche di fronte a un contratto di affitto valido e senza una sentenza di sfratto della magistratura.

Lo prevede una norma proposta dal governo conservatore Cameron, sullo sfondo della crisi dei migranti che cercano di raggiungere il Regno Unito attraverso l’Eurotunnel da Calais, sul versante francese della Manica.

La norma rappresenta un ennesimo giro di vite in materia, scrive la stampa.

 

Ma  Santa Angela , ora è pronta ad ospitare tutti i siriani che si presentano alle frontiere tedesche. Ma  è la stessa inflessibile Cancelliera mi spezzomanonmipiego che ha fatto approvare una legge per espellere dalla Germania i cittadini comunitari che rimangono disoccupati per 6 mesi? Quantomeno c’è da ipotizzare una forma di bipolarismo conclamato.

Il progressista Guardian sottolinea in particolare che ai padroni di casa vengono minacciati addirittura 5 anni di carcere in caso di mancato allontanamento degli inquilini divenuti “irregolari”. Eppure l’idea di uno sfratto esecutivo in assenza dell’ordine di un giudice non ha  precedenti nell’ordinamento britannico moderno.

E ora che l’Europa è unita, si fa per dire, sui migranti cioè profughi, si assiste al balletto delle ipotesi sulle motivazioni dei singoli paesi a fare una scelta piuttosto che l’altra.

Quello che è certo è che si affilano le armi a est e a ovest.. pronti a baccagliare…

E ancora, ci si chiede chi ha ragione e chi ha torto. Se l’Europa non interviene  è indifferente se non disattendevole. Se interviene ha secondi fini.  Certo bisogna avere la faccia di bronzo per dire vogliamo soltanto siriani acculturati e benpensanti e non nigeriani neri e ignoranti.  Noi non lo diremmo nè lo diremo, mai. Siamo benefattori indefessi  e difensori dell’egalitarismo a tutti i costi. Che sia Francesco a dirlo o i politici, fra cui il premier, ahinoi, non siamo capaci di difendere noi stessi prima degli altri. Ebbene sì, trattasi di sano egoismo. Il rovescio della medaglia, quel sentimento che titilla la pietas nei confronti del nostro prossimo bisognoso di aiuto più di noi, ci fa sentire in colpa per non fare nulla. Una casetta al mare vuota,  con il fan coil caldo freddo, potrebbe essere preziosa per ospitare almeno sei persone.  Anche due famiglie . Ma chi si fida delle istituzioni? Se ci dicessero.. per qualche mese, anche per un anno o anche più ma con la sicurezza di rientrarne in possesso all’occorrenza. Ma chi si fida delle istituzioni? Perfino le parrocchie pare abbiano problemi burocratici. I parroci non si sognino di procedere motu proprio, tuonano dal Vaticano.  Oltre alla corruzione, il bel paese è attanagliato e oppresso dalla burocrazia.

Intanto i parroci  aspettano robina scripta che manent…dagli alti prelati.

Si hanno notizie di qualche straricco Paese arabo che abbia offerto il proprio aiuto ai profughi? Ci sfugge il motivo per il quale l’obbligo giuridico e morale di aiutarli gravi tutto sulle nostre spalle, sollevando i Musulmani da ogni responsabilità.

 

E per le cose ci casa/cosa nostra, i Casamonica a ‘Porta a porta’:  papà era buono ci regalava lo champagne,  faceva la fila e la  visita  dal medico come le altre persone. Ah.

Ora tutti contro Vespa. che ha presentato solo  uno spaccato di una realtà orripilante

con la connivenza delle istituzioni che non possono e non potevano  non sapere.

E l’Ignazio vacanziero che se la prende con un giornalista che fa solo il proprio mestiere, dato che a guardare porta a porta si fa peccato, varando un nuovo catechismo, chè l’insuccesso gli ha dato alla testa.

Per dirla con Arturo, Diaconale detto, Bruno, che   ha deciso di ospitare i parenti del boss defunto,  è un perfetto esempio di giornalismo di qualità. Paragonabile alla intervista del compianto  Biagi a  Buscetta. E come ogni esempio di informazione di livello ha ottenuto un insindacabile  successo di ascolto da parte dei telespettatori .Chi paga il canone ha il diritto di avere un servizio non scadente che può essere assicurato offrendo ai cittadini telespettatori un quadro completo e senza remore della società italiana, sia negli aspetti positivi che in quelli negativi. Per non dire, ultima ma non ultima, della  libertà d’espressione e la sua applicazione nel servizio pubblico radiotelevisivo.  Qui si rischia il forcaiolismo e l’illiberalismo, con la morte del pluralismo dell’informazione, un giustizialismo che trova un significativo esponente  nel sindaco dell’Urbe. In attesa di camicia di forza, se continua così.

 

Quanto al premier è chiarissimo. Ascolterà tutti ma non si ferma.  “Discutiamo ma non si cambia”. Dopo la ruota della fortuna siamo al rischiatutto.

E ora, tutti pazzi per Juncker

E già soffiano venti di guerra. quella vera.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bipolarismo, costi, crisi, egoismo, europa, fini, germania, governo, gran bretagna, informazione, intervista, la stampa, lavoro, magistratura, mare, persone, servizio pubblico, società italiana, solidarietà internazionale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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