Io farei un’attenta analisi di come funziona la sanità, l’unica cosa delle attività regionali che tocca direttamente tutti.
Premettiamo che la maggioranza degli italiani che vanno a votare, non importa in quale % rispetto agli aventi diritto, non è MAI stata di sinistra, dato verificabile nelle 18 elezioni politiche a partire dal 1946 e adesso in queste regionali. Lo dico per fermare gli sproloqui dei soliti fessi delle 28 sinistre farneticanti, che pensano di avere le chiavi della cassaforte degli astenuti. Nei pensionati per anziani ci sono ancora quelli che pensano che gli astenuti siano pronti per la rinascita del PSI, quello dei loro amici, ovviamente, e non gli altri 101, uno per provincia. Insomma, se alla sinistra capita la fortuna di essere il primo partito è bene che si organizzi per continuare a esserlo, senza dover contare sulle bizze dei Bertinotti e i ricatti dei Mastella e degli eletti da Di Pietro. Ovviamente un partito di governo non è un partito di opposizione e non può sostenere le stesse cose che diceva quando era all’opposizione senza alcuna responsabilità: per fare questo adesso c’è Grillo, e quelli della sinistra interna che non hanno ancora capito bene la situazione.
L’astensione di questa tornata segnala invece un altro fenomeno: che gli italiani ritengono le regioni meno importanti dell’Europa: sarà il martellamento della comunicazione che ci spiega che dobbiamo saltare un pasto al giorno , non cambiare auto e andare in pensione a 80 anni per fare contenta la Merkel, che se non ce ne occupiamo vuol decidere tutto anche per noi, ma l’Europa ci smuove di più delle regioni, che sono viste come una inutile fonte di sprechi, tra i quali brillano quelli della Sicilia, che servono a stipendiare lautamente troppi politici che poi fregano anche sugli scontrini e non si sa cosa facciano nei due giorni in cui lavorano alla settimana.
In entrambe le regioni da dieci anni governava lo stresso schieramento. E io farei un’attenta analisi di come funziona nelle due regioni la sanità, l’unica cosa delle attività regionali che tocca direttamente tutti. Che si rendono conto che per colpa dei tagli lineari imposti da un governo che affida le decisioni operative a costosissimi funzionari laureati in legge e assolutamente incompetenti nelle decisioni strategiche ( si limitano al controllo di legalità per pararsi il sedere, studiare gli effetti sociali delle loro regole sarebbe troppo faticoso e magari persino rischioso) rende sempre meno servizi, soprattutto ignora la tempestività delle cure necessarie, e parecchi servizi li fa pagare come i privati, che quanto meno sono più solleciti. Ma ho idea che in Veneto la sanità funzioni meglio che in Piemonte , e, naturalmente, in Liguria.
La Liguria è un paese di vecchi pensionati, che anche se potessero non amano spendere e amano invece fare tanti esami medici perchè non hanno molto altro di cui parlare…Allora cominciamo a vedere cosa costano gli esami in Liguria e in Veneto. Poi guardiamo alle priorità. Vi sono problemi , in ortopedia ma non solo, che se non vengono affrontati tempestivamente determinano invalidità. La cultura della sanità pubblica è di dare la priorità agli interventi salvavita, e non a quelli salva invalidità, per cui chi può permetterselo ricorre al privato, in nero per risparmiare.Le conseguenze sono dannosissime per lo Stato , perchè si trova a doversi dare carico di invalidi a vita, e non incassa le imposte dai privati. Ma c’è qualche dotto economista formato alle scuole anglo americane, quelle che insegnano a tartassare i più poveri, che conosce il problema? o qualche meno dotto laureato in legge del ministero o della sanità regionale che ha almeno esaminato la questione? Beh, cari compagni del PD, se provassimo a farlo noi nei nostri circoli territoriali, con riunioni aperte al pubblico e con qualche consigliere regionale che scende dal pulpito a sentire e riferire? perchè tra 4 anni possiamo riperdere il Piemonte per le stesse ragioni…

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