Ricordate? La carta avvolge il sasso, il sasso rompe le forbici e le forbici tagliano la carta. Nessuno l’ha vinta per sempre.

E allora i casi erano due. O Renzi ce la faceva a piazzare sul Colle Mattarella, con il risultato di considerare il Quirinale un’appendice di Palazzo Chigi. Con tanti saluti alle regole di un sistema parlamentare come il nostro. Ma potrebbe anche darsi che Mattarella, uomo con la schiena dritta, prima o poi non accetti un simile stato di fatto e magari reagisca un po’ come Cossiga nei riguardi del suo sponsor De Mita. E così dopo il sardo muto, per dirla con Giancarlo Perna, avemmo il Picconatore. Anche qui un dissidio permanente tra le due sedi istituzionali sullodate non sarebbe un bel vedere e non prometterebbe nulla di buono. L’altro caso è se Renzi faceva un buco nell’acqua perseverando sul nome di Mattarella. E allora avrebbe perso in un solo colpo ciò che ha di più caro. Avrebbe perso la faccia e si sarebbe avviato sul viale del tramonto. Però in politica mai dire mai. E Renzi, diavolo d’un uomo, ha lasciato tutti di stucco e ottenuto una sfolgorante vittoria. Beato lui e poveri noi, costretti a vedercela con un tipino che ha tutta l’aria di voler durare a lungo.

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